EMERGENZA MIGRANTI, IL SINDACO HIDALGO: “ENTRO UN MESE UN CAMPO ALLE PORTE DI PARIGI” La struttura si ispira al campo di Grande-Synthe, situato a una quarantina di chilometri dalla Giungla di Calais

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Hidalgo

“Ora basta: il Mediterraneo si sta trasformando in un cimitero e non possiamo più permetterci di aspettare. Parigi non resterà con le mani in mano, abbiamo un dovere di umanità”. Sono le parole con cui Anne Hidalgo, sindaco socialista di Parigi, ha deciso di prendere le distanze dalle restrittive politiche sull’emergenza immigrazione messe in campo dal governo di Francois Hollande. “Parigi va avanti da sola”, ha detto ancora la Hidalgo, annunciando la creazione entro un mese di un nuovo campo profughi nell’area parigina, dopo aver definito l’attuale situazione “insostenibile”.

Nei giorni scorsi, dopo lo sgombero di Pont de la Chapelle, è spuntata una nuova tendopoli nei Jardins d’Eole, nel diciottesimo arrondissement. “In questo momento ci sono circa 800 persone che dormono a terra, in condizioni umanitarie e sanitarie deplorevoli – ha spiegato la Hidalgo -, una situazione indegna per Parigi e per la Francia”. Condizioni che nelle ultime ore sono addirittura peggiorate a causa delle forti piogge che si stanno abbattendo sulla capitale francese e che hanno fatto scattare l’allerta rossa a est della città.

La struttura – che secondo il volere della Hidalgo dovrebbe entrare in funzione entro la fine dell’estate – si ispira al campo di Grande-Synthe, situato a una quarantina di chilometri dalla Giungla di Calais e inaugurato a fine febbraio. Per questo campo lo stato non ha dovuto sborsare neanche un centesimo, ma è stato realizzato grazie all’impegno del sindaco Damien Careme e alla collaborazione di associazioni umanitarie come medici senza frontiere.

 

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