COSTA CONCORDIA, SCHETTINO CONDANNATO A 16 ANNI Confermata la condanna del primo grado; la difesa si era appellata "all'incidente organizzativo"

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La Corte d’Appello di Firenze, dopo una lunga camera di consiglio, ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione per Francesco Schettino, unico imputato per il naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio 2012 al Giglio, tragedia in cui persero la vita 32 persone. La difesa si è appellata “all’incidente organizzativo”.

Il comandante non era in aula; ha atteso la sentenza nella sua casa di Meta di Sorrento (Napoli). Non è uscito per tutto il giorno vivendo una lunga attesa iniziata fin dal mattino e che si è conclusa alle 20.30 quando la Corte, dopo oltre otto ore di camera di consiglio, ha pronunciato il verdetto. Ricorsi delle parti “inammissibili” – hanno letto i giudici – sia quello della procura di Grosseto che dei difensori dell’ex comandante. La Corte che ha anche disposto l’interdizione dai titoli professionali marittimi per cinque anni in relazione al delitto di naufragio colposo e lo ha condannato al pagamento delle ulteriori spese processuali.

Il procuratore generale aveva chiesto 27 anni, uno in più della richiesta del pm nel processo al tribunale di Grosseto. In primo grado era già stato condannato a 16 anni e un mese l’11 febbraio 2015. Il processo – 56.000 pagine di atti – era cominciato formalmente il 9 luglio 2013 con un’udienza lampo, a causa di uno sciopero degli avvocati. Le parti iniziarono poi ad affrontare il tema dal 17 luglio 2013. Da lì, dopo 71 udienze e circa 600 ore di dibattimento, arrivò la sentenza pronunciata dal collegio del tribunale di Grosseto.

A Schettino la decisione è stata annunciata per telefono dal suo difensore Donato Laino: “Vogliamo capire come mai la Corte è arrivata a confermare la condanna”, ha detto – la sentenza non ha tenuto in conto le nostre argomentazioni”. Nessun commento ma palese soddisfazione invece tra i banchi dell’accusa. Il sostituto procuratore generale Giancarlo Ferrucci non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. I pm di Grosseto Alessandro Leopizzi e Maria Navarro, pubblica accusa al processo di primo grado, presenti a palazzo di giustizia di Firenze, si sono limitati a dire ai giornalisti di osservare la soddisfazione che avevano sul

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