EGITTO: 17ENNE MUORE DOPO AVER SUBITO UN’INFIBULAZIONE Il fatto è avvenuto in una clinica privata di Suez. Esplode la rabbia sui social network

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donna egitto

Una 17enne è deceduta a Suez, in Egitto, a causa di una grave emorragia che l’ha colpita dopo un intervento di infibulazione al quale era stata sottoposta in una clinica privata. Si tratta del primo caso di decesso per mutilazione genitale femminile dopo quello di una giovane di 13 anni nel 2013 in Egitto, rendono noto i funzionari della Sanità egiziana e i media locali. A gennaio il medico che attuò l’intervento è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo e condannato a due anni di carcere.

Le autorità sanitarie di Suez, che dista circa 120 chilometri dal Cairo, hanno ordinato la chiusura della clinica dove ha perso la vita la 17enne. Lo rende noto il sito del quotidiano al-Ahram, mentre vengono interrogati il medico che ha condotto l’intervento, una donna, il direttore della clinica e il personale medico coinvolto. I pazienti sono stati trasferiti in un altro ospedale.

”Si tratta di qualcosa che è vietato dalla legge”, ha detto il sottosegretario del ministero della Sanità Lotfi Abdel-Samee. Vietati dal 2008, gli interventi per le mutilazioni genitali femminili sono ancora molto diffusi in Egitto, soprattutto nelle zone rurali, tra i musulmani ma anche tra i cristiani.

Il Consiglio nazionale per le donne egiziane ha condannato l’intervento, chiedendo ”misure rigide” per gli ”autori di queste operazioni criminali”. La questione è arrivata anche in Parlamento, dove molti deputati hanno chiesto di fare luce sulle violazioni.

Sui social media si è invece fatta sentire la rabbia delle amiche della vittima, che hanno contestato alla madre, un’infermiera, di aver costretto la figlia a sottoporsi all’intervento. ”E’ morta per l’ignoranza e l’ottusità di sua madre, che considerava sua figlia come una colpa solo perché era una femmina”, ha scritto sulla sua pagina di Facebook una compagna di scuola della vittima.

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