MSF: “LE AUTORITA’ TURCHE APRANO LE FRONTIERE” AI SIRIANI IN FUGA DALL’ISIS In migliaia sono intrappolati dopo l'offensiva lanciata dal califfato venerdì ad Aleppo

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La Turchia deve aprire le sue frontiere a decine di migliaia di siriani intrappolati dopo l’offensiva lanciata venerdì ad Aleppo – nel nord della Siria – dal gruppo terroristico di matrice islamica dello Stato Islamico. E’ l’appello lanciato oggi dall’ong Medici senza frontiere (Msf) secondo la quale sono circa 100.000 i siriani rifugiatisi ad Azaz, città a pochi chilometri dalla frontiera turca, dopo l’assalto di alcuni giorni fa a Marea, dove il sedicente Stato islamico sta cercando di prendere possesso della città finora in mano alle forze ribelli. L’offensiva a sorpresa era cominciata giovedì 26 maggio nelle zone adiacenti, e nella mattinata di sabato 28 i militanti dell’Isis avevano sferrato l’attacco con carri armati e autobombe, mettendo a rischio la vita di decine di migliaia di civili intrappolati nella città.

L’area compresa tra Aleppo e il confine turco è attualmente divisa tra Isis, forze ribelli e zone controllate dal governo, e la città di Marea è stata fino ad ora un bastione delle forze ribelli non jihadiste impegnate nella lotta contro il governo del presidente siriano Bashar al-Assad. I militanti hanno iniziato nei giorni precedenti a conquistare sei villaggi nei pressi di Azaz, impedendo così l’ingresso di rifornimenti a Marea da sud, e ora si ritiene che circa 15mila cittadini siano bloccati all’interno delle mura della città. Inoltre, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati ha stimato in circa 165.000 gli sfollati in questa regione. “La migliore opzione è che le autorità turche decidano di aprire le loro frontiere”, ha affermato Pablo Marco, direttore regionale di Msf.

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