FRANCIA, INIZIA LA SETTIMANA DEGLI “SCIOPERI ILLIMITATI” DELLE FERROVIE Il governo costretto a scongiurare una paralisi del paese a pochi giorni dall'avvio di Euro 2016, il 10 giugno

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È iniziata in Francia la settimana degli scioperi “illimitati” contro il Jobs Act voluto dal presidente d’oltralpe François Hollande. Si intensifica la battaglia dei sindacati contro la cosiddetta “Loi Travail”, la legge sul lavoro ricalcata sul modello italiano, che – dopo raffinerie e trasporto locale – vede scendere in campo le ferrovie.

Da questa sera i macchinisti delle Sncf, la compagnia delle ferrovie nazionale, iniziano lo “sciopero illimitato”, mentre da giovedì potrebbero essere bloccati bus e metrò a Parigi, con l’astensione del lavoro – anche questa “illimitata” – indetta dai dipendenti della Ratp, la municipalizzata del trasporto pubblico della Capitale.

Anche nel trasporto aereo la situazione si complica: tutti i sindacati dell’aviazione civile hanno convocato uno sciopero da venerdì a domenica, decisione che dovrà essere confermata nel corso di un’ultima riunione. A livello nazionale proseguono anche i blocchi delle raffinerie: intaccate le riserve nazionali, si registra un aumento vertiginoso dei furti del greggio dalle auto parcheggiate.

Il governo si vede costretto a dover scongiurare una paralisi del paese a pochi giorni dall’inaugurazione di Euro 2016, gli europei di calcio in programma dal prossimo 10 giugno. Il Segretario generale della Cgt, Philippe Martinez, aveva annunciato domenica scorsa di aver ricevuto una telefonata dal premier Manuel Valls, ma senza precisare il contenuto della “chiacchierata”. È comunque un primo segnale della volontà di trattare: Valls e Martinez non si parlavano da due mesi. La Cgt, prima confederazione nazionale, guida da ormai quattro mesi la protesta contro la Loi Travail, insieme ad altre sigle radicali come Fo. Dall’altra parte della barricata la Cfdt, il sindacato moderato, che ha invece negoziato e sottoscritto la riforma già nei giorni scorsi.

Difficile ipotizzare un compromesso tra le due sinistre che si combattono: quella dei sindacati e quella al governo. Il malcontento dei sindacati radicali si concentra sull’articolo 2 della riforma, in cui si prevede una inversione della gerarchia delle norme e sancisce il “primato dell’accordo aziendale” su orario di lavoro e produttività rispetto al contratto di categoria. Da parte sua, in governo per bocca di Hollande ha ribadito che la legge non sarà ritirata. “È un testo progressista utile al nostro Paese” ha detto in un’intervista il Presidente al giornale Sud Ouest.

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