DELITTO DELLA MAGLIANA, IL KILLER: “NON SOPPORTAVO CHE SARA STESSE CON UN ALTRO” Le confessioni di Vincenzo Patuano, ex fidanzato della vittima: "L'ho uccisa io. Ci eravamo lasciati e non lo tolleravo"

475
paduano

“Sì l’ho uccisa io. Un pò di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava con un altro”. Sarebbe questo il contenuto della confessione di Vincenzo Paduano, indagato per l’omicidio di Sara di Pierantonio, crollato dopo essere stato messo sotto torchio dagli inquirenti per 8 ore. Un delitto “atroce”, secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori della Squadra Mobile, commesso perché il 27enne non si rassegnava alla fine della storia e non accettava che lei frequentasse un altro.

L’epilogo tragico di una relazione durata due anni, tra alti e bassi, e sfociata in un “rapporto morboso”. Alcuni mesi fa, hanno raccontato alcune amiche della vittima, al culmine di una lite, Vincenzo Paduano ebbe un atteggiamento violento con Sara, all’epoca ancora sua fidanzata: la giovane rimase molto turbata dallo scatto d’ira e dalla violenza dimostrata da Paduano. Sara però decise di non sporgere denuncia anche per non creare problemi al giovane. E sabato notte Sara sarebbe stata bruciata viva dopo aver tentato disperatamente di fuggire dal suo assassino, chiedendo invano aiuto alle auto che passavano lungo la strada e hanno proseguito la loro marcia senza fermarsi.

Secondo la ricostruzione degli investigatori Paduano, vigilantes 27enne, quella sera faceva servizio di portierato in zona, ma ha lasciato il lavoro e ha aspettato Sara sotto casa del suo nuovo ragazzo, un ex compagno di scuola che frequentava da pochissimo. Prima che la giovane risalisse in macchina per tornare a casa, si è allontanato precedendola nel tragitto che avrebbe fatto. Poi, quando è arrivata su via della Magliana si è fatto superare e l’ha affiancata, stringendola a bordo strada per costringerla a fermarsi. Come una furia è salito in macchina e, dopo un’accesa lite, avrebbe tirato fuori l’alcol spargendolo sulla macchina e addosso alla ragazza. Sara, terrorizzata, è scesa dall’auto e ha iniziato a scappare chiedendo disperatamente aiuto agli automobilisti che passavano, ma nessuno si è fermato. Così il suo assassino l’ha inseguita e le ha dato fuoco.

Poi è tornato al lavoro. Proprio dove è stato prelevato dagli agenti della mobile che lo hanno condotto in questura. Quando è uscito dai loro uffici, era accusato dell’omicidio di Sara. Nel cortile della questura, mentre lo portavano in carcere, pantaloni bianchi e maglietta a righe, sembrava un giovane come tanti. “In 25 anni di lavoro non avevo mai visto un delitto cosi’ atroce”, ha commentato il capo della Squadra Mobile, Luigi Silipo. Mentre il sostituto procuratore di Roma, Maria Monteleone, ha voluto mettere in evidenza una verità amara: “se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva”.

Almeno due le macchine che hanno proseguito la corsa. I conducenti, rintracciati e ascoltati, si sono giustificati dicendo che non avevano capito cosa stesse accadendo e avevano avuto paura. Nell’suo ultimo giorno di vita, Sara, proprio poche ore prima di morire aveva accettato di vedere il suo ex, forse proprio per un incontro chiarificatore dopo averlo definitivamente lasciato circa 20 giorni fa. Sabato sera Vincenzo è stato quasi due ore a casa sua e i due hanno avuto una discussione. Ma testimonianze raccolte dagli inquirenti raccontano però di una Sara preoccupata, negli ultimi giorni, perché durante una recente litigata Vincenzo l’avrebbe afferrata per le braccia.

A quanto accertato, non era la prima volta che il 27enne la seguiva e anche durante la loro relazione era molto geloso e possessivo. Una gelosia che sabato notte non ha trovato più argini. Una gelosia diventata arma micidiale contro la donna che diceva di amare ma che ha voluto cancellare nel modo più atroce. Come se di lei non dovesse rimare più nulla.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS