PINOTTI: “MILITARI ITALIANI A DIFESA DELLA DIGA DI MOSUL” "Nel decreto del Governo è prevista in questa fase la presenza fino a 100 soldati nell'area"

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“Partite per Mosul alcune decine di militari”. Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7, in merito all’invio di un contingente italiano a protezione della diga di Mosul, in Iraq. “Nel decreto del Governo è prevista in questa fase la presenza fino a 100 soldati nell’area – ha proseguito l’ex segretario alla difesa -. Se poi fosse necessario aumentare il numero, dovremmo parlarne con il Parlamento. Un team ha verificato cosa fosse necessario per predisporre le strutture dove soggiornerà il contingente”. L’Italia dovrebbe inviare fino a un massimo di 500 militari in Iraq per la protezione della diga di Mosul. La maggior parte del contingente dovrebbe partire nel mese di settembre.

Mosul è il nome dell’antica Ninive, la capitale assira citata anche nella Bibbia che si trovava sulla sponda orientale del fiume Tigri, mentre la città moderna è sorta sulla sponda occidentale. La diga di Mosul, precedentemente conosciuta come diga di Saddam, è la più grande diga dell’Iraq e la quarta di tutto il Medio Oriente. Lo sbarramento sul Tigri è lungo 3,2 km e alto 131 m. Il sito è di importanza strategica per l’intero stato dell’Iraq: controlla infatti l’irrigazione del governatorato di Ninawa ed è estremamente importante per la vita economica e l’assetto politico dell’area.

La distruzione della diga procurerebbe danni incalcolabili non solo in termini di vite umane (circa mezzo milione di persone secondo una stima del Genio dell’esercito Usa) ma metterebbe in ginocchio l’intera economia del Paese. Controllarla significherebbe non solo possedere buona parte delle risorse idriche dell’Iraq, ma anche avere potenzialmente un’“arma” molto pericolosa. Da qui la necessità si difenderla dalle mire del Califfato.

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