A RISCHIO LA GRANDE BARRIERA CORALLINA AUSTRALIANA: MORTO IL 35% DEI CORALLI Le colonie coralline hanno subito un massiccio sbiancamento a causa dell'acqua troppo calda

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barriera corallina

E’ allarme in Australia, dove la Grande Barriera corallina, situata a al largo della costa nordest del Paese, è minacciata dai devastanti effetti dei cambiamenti climatici. Infatti, circa il 35% della barriera è stato ucciso a causa di un massiccio sbiancamento dei coralli, provocato dall’acqua del mare troppo calda.

La scoperta è stata rivelata da un ricerca aerea e subacquea dei 2.300 chilometri della barriera, patrimonio mondiale Unesco, condotta dalla James Cook University di Townsville. La Grande Barriera australiana è il più grande ecosistema vivente al mondo ed ospita la più grande diversità di banchi corallini e numerose specie che vivono costantemente sotto minaccia a causa dell’inquinamento e degli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

Le parti più colpite dallo sbiancamento dei coralli sono quella settentrionale e quella centrale, mentre è stata risparmiata al 95% la sezione meridionale, a sud di Cairns, una delle più importanti mete turistiche. Questa parte dell’ecosistema non ha subito danni grazie alla presenza in zona di un forte ciclone tropicale che, accompagnato dalla presenza di nubi e dalle forti piogge, ha raffreddato le acque.

I coralli infatti subiscono lo sbiancamento quando l’acqua è troppo calda per troppo tempo: ciò causa gli causa uno stress che come conseguenza ha l’espulsione delle colorite alghe da cui dipende per ricevere energia. Ciò non causa solo la morte dei coralli, ma anche la sofferenza di altre specie che dipendono dai banchi corallini per cibo e riparo. I coralli sbiancati non ancora morti possono riprendersi se diminuisce la temperatura dell’acqua, ma i coralli più vecchi richiedono più tempo per recuperare prima che intervenga un nuovo episodio di sbiancamento.

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