SIRIA, IL REPORTER GIAPPONESE RAPITO CHIEDE AIUTO: “E’ L’ULTIMA CHANCE” Pubblicata su Facebook una nuova foto di Jumpei Yasuda. Tokyo: "Stiamo analizzando l'immagine"

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“Aiutatemi per favore. Questa è l’ultima possibilità. Jumpei Yasuda”. Recita così il cartello tenuto in mano da Jumpei Yasuda, reporter giapponese rapito lo scorso anno in Siria. Nella foto, pubblicata su Facebook, il giornalista indossa una maglia arancione, come i prigionieri di Guantanamo. Il ministro degli Esteri nipponico Fumio Kishida ha confermato che nell’immagine è probabilmente Yasuda, ma il governo sta “ancora analizzandola”.

Non è chiaro dove la foto sia stata scattata, ma è stata pubblicata online dopo che, a marzo, sono state postate immagini di Yasuda nel giorno del suo compleanno. Gli scatti erano stati pubblicate online da Tarik Abdul Hak, il quale ha detto di averle ricevuto da un gruppo chiamato al Noor “incaricato dal al Nusra (gruppo legato ad al Qaida, ndr.) di fare da mediatore per il suo rilascio”.

Secondo le informazioni raccolte da Reporter Senza Frontiere, Yasuda è stato catturato immediatamente dopo essere entrato in Siria, ai primi di luglio, mentre si trovava in una zona controllata dal Fronte al Nusra, un gruppo jihadista legato ad al Qaida. Il giornalista voleva raccontare la situazione nel paese in conflitto e le vicende legate alla presenza dell’Isis, responsabile dell’uccisione del suo collega e amico Kenji Goto a gennaio, che è stato sgozzato.

Questo mese tre giornalisti spagnoli, che erano tenuti in ostaggio dal al Nusra, sono stati liberati. Hanno condiviso parte della loro prigionia con Yasuda, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa spagnola Europa Press, che però non ha citato alcuna fonte.

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