La sfida di umanità all’Europa

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Europa

Su una cosa sono tutti d’accordo: il flusso migratorio verso l’Europa non sarà passeggero e durerà a lungo. Guerre, devastazioni, carestie possono trovare soluzioni soltanto a medio e lungo termine.

Nel 2015 i migranti in Europa sono stati quasi un milione e sono morte oltre 4mila persone in mare, nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Più della metà scappano dalla guerra, e solo in Grecia lo scorso anno sono arrivate 800mila profughi.

La rotta balcanica che portava i migranti a raggiungere l’ Austria e la Germania passando per Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia ha funzionato a pieno ritmo fino a metà febbraio 2016 e ha agevolato il passaggio di una media di 2-5mila persone al giorno.

Le frontiere oggi sono chiuse. Tutti i Paesi coinvolti, a partire dalla Macedonia, hanno sbarrato le frontiere, bloccando così decine di migliaia di profughi in Grecia e in particolare nell’accampamento di Idomeni, al confine tra i due Paesi, dove sono ammassate circa 10mila persone nella speranza che la frontiera macedone riapra. La situazione a Idomeni sta implodendo. Vi sono persone che si trovano in condizioni miserabili, senza un’adeguata assistenza umanitaria, senza accesso ai beni primari né alle informazioni sul proprio futuro, esposte alla violenza della polizia alla frontiera e dei trafficanti all’interno del campo.

L’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia del 18 marzo scorso prevede la gestione dell’arrivo dei migranti sulle coste greche e il respingimento di quelli che si trovano al momento nella rotta balcanica. Di certo, è risposta parziale. L’UE deve fare molto di più.

Una opzione da sostenere riguarda il “Migration Compact“, la proposta del governo italiano in materia di migrazione. In sostanza, con questa iniziativa si individuano i Paesi partners con i quali cooperare e si definisce il tipo di strategia da sviluppare con ciascuno di essi. Superando l’aspetto emergenziale e valorizzando al tempo stesso il ruolo della cooperazione internazionale, il governo italiano vuole promuovere un nuovo approccio e imporre un cambio di passo all’Europa. Al centro, dobbiamo rimettere la dignità delle persone e i diritto alla vita.

Come ha sostenuto Papa Francesco, “promuovere la dignità della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non può essere privata ad arbitrio di alcuno e tantomeno a beneficio di interessi economici”. Per questo, l’Europa deve cambiare e riformarsi. Se non è in grado di aiutare economicamente i Paesi da cui provengono i profughi, deve porsi almeno il problema umanitario.

Nel corso degli ultimi anni, accanto al processo di allargamento dell’UE, è andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni europee, ritenute distanti, impegnate a stabilire regole burocratiche percepite dannose. E’ necessario cambiare le istituzioni europee e tornare allo spirito dei padri fondatori e far sì che l’Europa ruoti intorno alla sacralità della persona umana e non all’economia. Sui barconi ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto e il Mediterraneo non può essere soltanto un grande cimitero. L’assenza di un sostegno reciproco all’interno dell’UE rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignità degli immigrati.

La sfida, dunque, per l’Europa è quella di proporre con chiarezza la propria identità culturale e mettere in atto legislazioni adeguate che sappiano allo stesso tempo tutelare i diritti dei cittadini europei e garantire l’accoglienza dei migranti. Loro chiedono di noi e noi non possiamo rinnegare noi stessi.

David Ssassoli
Vice Presidente del Parlamento Europeo

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1 COMMENT

  1. Occorre che dei bravi sociologhi studino con attenzione la realtà che fa fuggire milioni di persone.
    Questi viaggi costano individualmente “migliaia di Euro”, e in quei posti da cui si vuol fuggire, “Migliaia di Euro” sono una ricchezza consistente che permetterebbe di investire per una vita migliore. Non a caso i vescovi africani insistono affinchè la gente non fugga – proprio perchè il paese ne sarebbe impoverito di risorse umane e materiali.
    Poi le autorità internazionali dovrebbero darsi da fare per osservare la realtà con spirito di verità: mi auguro proprio che lo facciano.
    Questo non deve distogliere gli sforzi umani per accoglierli ed UTILIZZARLI adeguatamente al fine di una loro crescita vera ed operosa.

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