NIBALI COMPIE L’IMPRESA SULLE ALPI E CONQUISTA IL GIRO D’ITALIA 2016 Lo "squalo" supera Chaves e conquista la maglia rosa. Il premier Renzi: "Orgoglio italiano"

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E’ la rivincita dei piccoli. A 1800 metri di quota, nel paese di Sant’Anna di Vinadio, sotto un cielo azzurro, tra le montagne ancora imbiancate, Vincenzo Nibali ha vinto il Giro d’Italia, dopo essere stato a un passo dal baratro. Fino a tre giorni fa era in procinto di ritirarsi, ma lo “squalo” fa valere le sue doti da campione quando conta. E con la maglia rosa completa la rimonta iniziata sulle montagne francesi, e mette il suo sigillo al suo secondo Giro, dopo quello vinto nel 2013, sbaragliando la concorrenza con un sorpasso all’ultima curva.

Nella passerella finale di Torino, il ciclista italiano in maglia rosa è salito sul gradino più alto del podio davanti al colombiano Chaves, secondo a 52″, e lo spagnolo Alejandro Valverde, terzo a 1’17”. “E’ la vittoria più bella, non ci credevo nemmeno io – commenta Nibali, a caldo, dopo il traguardo -. Merito di un grande gioco di squadra”. Esulta dopo aver tagliato il traguardo al termine della seconda tappa alpina in due giorni, da Guillestre a Sant’Anna di Vinadio, con arrivo ai piedi del santuario mariano dopo ben 134 chilometri divisi tra salita e discesa, e tre cime che superano i 2000 metri. Un percorso che ha sfiancato le resistenze del di Chaves, di Valverde e dell’encomiabile Kruijswijk, in corsa nonostante una microfrattura alla costola dopo la rovinosa caduta sul Colle dell’Agnello.

Nibali riesce a controllarli fino a 15 chilometri dall’arrivo. Lo squalo, secondo uno schema già visto il giorno prima, con Scarponi a dare il segnale scansandosi quando mancano quattro chilometri al Gran Premio della Montagna, strappa e guadagna progressivamente su Chaves e Valverde che non riescono a tenerne il passo. Il colombiano deve gestire 44″ di vantaggio in classifica, ma Nibali gliene prende subito una decina che diventano ben presto 20 e poi 26. Chaves crolla.

Cerca di dargli una mano il connazionale Rigoberto Uran Uran ma neanche la solidarietà tra colombiani dura. Nel frattempo il campione d’Italia trova sulla strada il sostegno di un altro compagno di strada, l’estone Kangert bloccato dall’ammiraglia Astana mentre era in fuga. A 6 chilometri dal traguardo c’è il sorpasso: Nibali è virtualmente maglia rosa, avanti di oltre 50 secondi che diventano 1’04” a 5 km dall’arrivo. Un vantaggio che aumenta in discesa e negli ultimi 2,5 chilometri di salita finale fino al definitivo 1’36” che sancisce il sorpasso sul colombiano.

“Mamma mia, lo Squalo! Grande Vincenzo Nibali. L’Italia è orgogliosa di te” twitta il premier Matteo Renzi. L’abbraccio con i genitori di Chaves all’arrivo, quando è ormai chiaro il passaggio di maglia rosa, è una bella pagina di sport da consegnare agli archivi. Come la resa dello stesso Chaves, che lascia il Giro sconfitto, ma col sorriso: “Provo comunque soddisfazione, se mi avessero detto nel 2013 che sarei arrivato sul podio del Giro non ci avrei creduto. Nibali è stato più forte. Poi parliamo di una corsa in bicicletta, non è la cosa più importante. Questa è la vita vera”.

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