CHAMPIONS, IL REAL MADRID E’ CAMPIONE D’EUROPA. ATLETICO BATTUTO AI RIGORI Il Cholo: "Ho detto ai miei giocatori di non piangere, perché questo è il destino, e il destino non era dalla nostra parte"

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Ancora una volta, il Real Madrid distrugge i sogni dell’Atletico e colleziona l’undicesima Champions League. I blancos battono 6 a 4 i cugini madrileni ai rigori sotto gli occhi attenti del re Felipe e del premier Rajoy, che assieme a decine di migliaia di tifosi, affollano gli spalti e le gradinate della Scala del calcio, lo stadio San Siro di Milano. Per Zidane un doppio traguardo: è il settimo campione ad aver vinto la Coppa dalle grandi orecchie sia in campo, sia dalla panchina. Il rigore della vittoria porta la firma di Cristiano Ronaldo, una rete che arriva al termine di una partita infinita, fissa sul pareggio (1-1 anche dopo i tempi supplementari).

L’Atletico ha visto sfumarsi davanti agli occhi la vendetta di Lisbona. Simeone, il grande trascinatore, ha fallito. La fortuna ha girato le spalle al Cholo: Juanfran sbaglia il rigore decisivo. Al termine del match sono tante le lacrime versate sul campo, ed immensa sembra essere l’amarezza della curva biancorossa che per tutta la partita ha creduto di poter alzare al cielo quella Coppa tanto a lungo inseguita.

In rete va Sergio Ramos, che segna due gol nelle ultime due finali giocate. Ma a differenza di Lisbona, dove aveva colpito la palla pochi istanti prima del triplice fischio finale, ieri la partita non è ancora entrata nel vivo che il capitano dei blancos esulta. Al 15′ ecco la punizione di Kroos dalla trequarti: Bale prolunga di nuca, Ramos anticipa Oblak e la rete si gonfia. Dagli spalti biancorossi arrivano le proteste per un fuorigioco sospetto, azione che i replay non chiariscono del tutto. Il Real è avanti per 1-0. Un risultato ideale per il ct francese. Ma gli spazi si aprono poco, e al 1′ del secondo tempo l’Atletico prende al balzo la migliore possibilità per pareggiare. Pepe sbaglia l’anticipo e butta in area Torres. Fernando non ha ancora completato un passaggio, ed è rigore.

A tirare dal dischetto è Griezmann: il tiro è forte e centrale, ma centra la traversa. E’ il quinto a sbagliare un rigore in finale, il primo da Robben (nel 2012). ma il derby di Madrid non è ancora finito. Il gol del pareggio lo realizza Carrasco, grazie a Savic: è lui a salvare sulla linea il tiro di Bale, al 38′ della ripresa. Ed è l’ultima di una lunga serie di occasioni in contropiede del Real. Quando Savic evita il 2-0, la curva si risveglia. I supporters dell’Atletico capiscono che c’è speranza. Riecco l’epica cholista, che in campo prende forma con un lancio di Gabi, poi di un cross di Juanfran, e di un tocco finale di Carrasco, che sugella il pareggio nel secondo tempo. L’Atletico, proprio quando sembrava sul punto di crollare, accorcia le distanze.

Si va ai supplementari con Zidane che ha già fatto i tre cambi. Il Cholo uno, ma decisivo: Carrasco dentro per Fernandez. Non solo il gol, ma anche una maggiore ampiezza offensiva, sin dall’inizio della ripresa. Durante i supplementari il copione è lo stesso dei regolari. Il punteggio rimane sull’1-1. Si va ai rigori. E proprio ai rigori, Cristiano Ronaldo, che a San Siro non è mai entrato davvero in partita, neppure nel primo quarto d’ora in cui il Real era padrone del campo, è il giocatore chiave che regala ai blancos l’undicesima Champions League.

Durante il match ha toccato pochi palloni e molti li ha sbagliati. Ha fallito anche l’occasione del raddoppio, poco prima del pari di Carrasco. Ma il tiro più importante l’ha buttato dentro. “È una vittoria speciale – ha detto a fine partita – volevamo la Champions. È stata una gara complicata, ma abbiamo dimostrato di avere esperienza. È giusto che abbiamo vinto noi, anche se i rigori sono sempre una lotteria. Se sono il migliore al mondo? Sono solo felice per i miei record e per Zidane. Ha iniziato con grande umiltà, merita di stare qui”. Di tutt’altro umore è il Cholo. In conferenza stampa appare deluso ma orgoglioso della sua squadra: “Sono orgoglioso dei miei calciatori, hanno fatto uno sforzo straordinario, abbiamo disputato una grande Champions. Abbiamo avuto l’opportunità di pareggiare a stare di più in partita – aggiunge il tecnico dell’Atletico – hanno dato il massimo, è uno sforzo tremendo. Ho detto ai miei giocatori di non piangere, perché questo è il destino e il destino non era dalla nostra parte”.

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