SIRIA, L’ISIS AVANZA VERSO ALEPPO; MOSCA, PRONTI A RAID UNILATERALI Komoiedov, presidente della Commissione Difesa della Duma: "al-Nusra si è rafforzato"

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Situazione sempre incandescente in Siria, Paese mediorientale devastato da cinque anni di guerra. Oltre 100 combattenti dell’Isis sono stati uccisi nel corso di un raid aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti e dai colpi di artiglieria dell’esercito turco. Lo ha riportato l’agenzia di stampa statale turca Anadolu, secondo cui le forze occidentali avrebbero distrutto anche un quartier generale dell’organizzazione. L’operazione, in cui sono morti almeno 104 jihadisti, è stata lanciata in risposta all’attacco fatto dai miliziani poche ore prima ad una cittadina nel sud della Turchia. I razzi, lanciati dal vicino confine siriano, avevano provocato cinque feriti.

Situazione opposta nella vicina Aleppo, nel nord della Siria, nei pressi del confine turco, dove il Califfato continua ad avanzare scontrandosi e uccidendo i miliziani delle fazioni ribelli al presidente Assad. Lo ha riferito l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), secondo il quale i jihadisti dello Stato islamico sono riusciti a penetrare nella cittadina di Marea, dove sono ancora in corso dei combattimenti in cui, finora, sarebbero rimasti uccisi almeno dieci ribelli e 16 miliziani. Un kamikaze ha anche fatto esplodere un’autobomba contro le linee nemiche.

Secondo l’organizzazione internazionale Human Rights Watch (Hrw), potrebbero essere almeno 160mila i civili intrappolati tra la zona dei combattimenti e il vicino confine turco. Inoltre, sempre da quanto riportato dalla organizzazione, sono migliaia i bambini rimasti orfani a causa delle decapitazioni e degli omicidi perpetrati sulla popolazione inerme dal califfato.

Con l’intento di risolvere la questione siriana nel più breve tempo possibile, la Russia è pronta ad avviare raid unilaterali contro i quaedisti di Jabhat al-Nusra anche senza l’appoggio Usa, dopo il rifiuto degli americani ad intraprendere azioni congiunte contro i gruppi terroristici. Lo ha dichiarato ieri l’ammiraglio Vladimir Komoiedov, presidente della Commissione Difesa della Duma, sostenendo che, mentre Mosca aspettava una risposta da Washington, “al-Nusra si è rafforzato”.

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