E’ MORTO GIORGIO ALBERTAZZI, “L’IMPERATORE” DEL TEATRO CONTEMPORANEO Aveva 92 anni. Il suo sogno: recitare in "Giulietta e Romeo" con Valeria Valeri

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Si è spento all’età di 92 anni, oggi, Giorgio Albertazzi, una delle più importanti figure del teatro italiano del Novecento. Nato a Fiesole, in provincia di Firenze, avrebbe compiuto 93 anni il prossimo 20 agosto; è morto stamane per un improvviso attacco cardiaco nella sua casa in Maremma, con accanto la moglie Pia de’ Tolomei, sposata nel 2007, discendente della nobildonna di dantesca memoria.

Attore e regista, con all’attivo oltre 40 film e, soprattutto, uno repertorio teatrale straordinario, aveva iniziato a fare l’attore imparando a recitare da altri mostri sacri, come Renzo Ricci e Memo Benassi. Come accade spesso, l’allievo ha superato i maestri. Nel ’49, entra sul grande palco già dalla porta principale: in “Troilo e Cressida” di Shakespeare, con la regia di Luchino Visconti al Maggio Musicale Fiorentino. Negli ultimi anni è stato spesso al Teatro Ghione di Roma, con “Il mercante di Venezia”.

“Il vero grande classico non si dimentica mai”, diceva. E mai sarà dimenticata la sua interpretazione, per esempio, ne “Le memorie di Adriano”, della Yourcenar, con la regia di Maurizio Scaparro: da quando debuttò a Villa Adriana, a Tivoli, nel 1989, ha raggiunto quasi mille repliche, in Italia e all’estero. Una rappresentazione perfetta, come se quel pezzo di teatro fosse diventata la sua vita, e lui. Giorgio Albertazzi, fosse davvero Adriano. La finzione, nella sua recitazione, era verità, il romanzo era vita personale. Il suo sogno, dicono in famiglia, era recitare in “Giulietta e Romeo” con Valeria Valeri.

La famiglia ha fatto sapere che l’ultimo saluto avverrà in Maremma. “Non sarà un funerale, perché il maestro desiderava così, ma un saluto agli amici domani, domenica, alle 17 agli amici nella tenuta di famiglia alla Pescaia di Grosseto”. Immediate le condoglianze, anche affidate ai social network, di politici, rappresentanti istituzionali, colleghi e tantissimi ammiratori. Il premier Matteo Renzi lo ricorda come “un grande italiano” e “un artista che è stato contemporaneamente classico e controcorrente”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha scritto: “Con Giorgio Albertazzi scompare uno dei massimi interpreti del teatro e del cinema italiano contemporaneo. Le sue interpretazioni dei grandi classici restano una pietra miliare nella storia dello spettacolo. Albertazzi, che ha dedicato al teatro l’intera esistenza, è stato punto di riferimento e maestro per generazioni di attori e registi”.

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