GRECIA, SCOPERTA A STAGIRA LA TOMBA DEL FILOSOFO ARISTOTELE L’annuncio arriva dal direttore degli scavi, Kostas Sismanides, durante un convegno a Salonicco

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aristotele

Per anni, storici e archeologi, hanno scavato nelle rovine delle antiche città greche alla ricerca della tomba di Aristotele, il filosofo ellenico, allievo di Platone, e padre del pensiero moderno. Oggi il grande annuncio: quella scoperta durante una campagna di scavi a Stagira è con ogni probabilità la tomba di Aristotele. La notizia è stata data nel corso di un convegno a Salonicco dallo stesso autore della scoperta, l’archeologo greco Kostas Sismanides.

La tomba è situata nel sito dell’antica città di Stagira, nella parte orientale della penisola Calcidica, vicino a Olympia, ed è un edificio a forma di ferro di cavallo. “Ci sono forti indizi che indicano che abbiamo trovato la tomba del grande filosofo”, ha dichiarato Sismanides alla tv di Stato Ert. Secondo l’archeologo, il popolo di Stagira avrebbe riportato le ceneri di Aristotele, morto a Calcide nel 322 a.C., nella sua città natale, seppellendole proprio nell’edificio che è stato ritrovato.

Data e luogo, come detto, non sono casuali. A distanza di 24 secoli da quando il filosofo era in vita, infatti, a Salonicco si sta tenendo (dal 23 al 28 maggio) un convegno mondiale di studi per dimostrare quanto sia attuale il pensiero aristotelico. Oltre 300 i partecipanti, da 40 paesi, tra cui gli italiani Enrico Berti, Cristina Rossitto o Ennio De Bellis. Le celebrazioni per i 2400 anni dalla nascita del filosofo, cui prende parte anche l’Unesco, non si limiteranno a Salonicco, ma toccheranno anche Stageira e l’antica Mieza (nei pressi dell’attuale Naousa), dove Aristotele – secondo Plutarco – insegnò ad Alessandro Magno.

“Non ho prove certe, ma fortissimi indizi che mi fanno essere praticamente certo di aver trovato la tomba del grande filosofo”, ha dichiarato Sismanidis. Si tratta di una costruzione con pavimenti in marmo e resti di un altare. Nel sito sono state trovate anche ceramiche e monete risalenti al perio di Alessandro Magno. Le autorità greche, tuttavia, rimangono caute: “Gli scavi sono stati condotti da una equipe di archeologi indipendenti, non collegati ad alcuna università. Aspettiamo maggiori dettagli sul loro lavoro per poterlo valutare”.

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