LA RUSSIA: “ALCUNE AZIENDE TURCHE AIUTANO I JIHADISTI A FARE BOMBE” L'accusa è contenuta in una lettera inviata dall'ambasciatore di Mosca a Ban Ki Moon. Ankara: "E' solo propaganda"

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Secondo la Russia alcune aziende turche starebbero fornendo all’Isis i componenti necessari a fabbricare ordigni esplosivi. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche interne al Palazzo di Vetro, l’ambasciatore di Mosca all’Onu, Vitaly Churkin, ha inviato una lettera al segretario generale Ban Ki-moon nella quale sostiene come l’analisi dei componenti chimici di esplosivi recuperati nelle aree liberate di Tikrit in Iraq e Kobane in Siria rinvii ad aziende turche.

I componenti, ha indicato il diplomatico, “indicano che sono stati o fabbricati in Turchia o consegnati a quel paese, senza il diritto di riesportazione”. La composizione degli ordigni – ha aggiunto – comprende l’uso di polvere di alluminio, nitrato di ammonio, granulato carbamide e perossido di idrogeno, che sono prodotti da alcune società turche. Inoltre, nella missiva si afferma che c’e’ stato un aumento pari a sette volte delle esportazioni dalla Turchia alla Siria di nitrato di ammonio, utilizzato dai terroristi come componente per la fabbricazione di ordigni artigianali. Questo, secondo l’ambasciatore russo, dimostra che le autorità di Ankara sono deliberatamente coinvolte nelle attività dell’Isis.

Immediata è arrivata la replica da parte di Ankara. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri turco, queste accuse sono “l’esempio più recente della campagna di propaganda della Russia contro la Turchia, e come tali non possono essere prese seriamente”.

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