VENEZUELA, AUMENTANO LE PROTESTE SOCIALI SPONTANEE A CAUSA DELLA CRISI Una Ong locale ha recensito oltre 2 mila casi nei primi 4 mesi dell'anno

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In Venezuela non si placano gli effetti della crisi. A causa di questa, infatti, si stanno moltiplicando le proteste sociali spontanee, che spesso sfociano in atti di violenza e saccheggi. Secondo i dati recuperati da una Ong locale, nei primi quattro mesi dell’anno sono state più di 2 mila. L’Osservatorio Venezuelano di Conflittualità Sociales (Ovcs) ha confezionato una lista di 2.138 casi di questo tipo di protesta, registrati fra il gennaio e l’aprile scorso e motivati principalmente dalla scarsità di cibo o di medicine, il malfunzionamento dei servizi pubblici e l’insicurezza.

Questi episodi, caratterizzati da vandalismo, blocchi stradali e scontri con le forze dell’ordine, si concentrano soprattutto nelle principali città del paese: l’hinterland della capitale Caracas, ma anche Maracaibo, Valencia, Maracay, Merida, Guarenas e Barquisimeto. Il caso più grave, fra quelli denunciati dall’Ocvs, è avvenuto nella notte fra il 26 e il 27 aprile scorso a Maracaibo, nell’estremo nord-ovest del paese, dove si sono registrate più di 30 proteste contro i blackout programmati dal governo, durante le quali sono state bloccate una ventina di strade e sono stati saccheggiati più di una decina di esercizi commerciali.

Molte delle proteste si sono verificate proprio a causa dei blackout programmati. Il governo del presidente Maduro aveva annunciato dei blackout elettrici quotidiani di quattro ore in tutto il paese, per risparmiare energia. “Ogni utente subirà una sospensione temporanea del servizio di quattro ore. Questa misura dovrebbe durare circa 40 giorni, finché non sarà risolta la situazione” nella diga di Guri, la più grande del paese, dove il livello dell’acqua ha registrato livelli minimi dallo scorso mese di marzo.

Lo scorso 6 aprile Maduro aveva già annunciato che negli uffici e nelle aziende pubbliche del Venezuela non si lavorerà il venerdì nei mesi di aprile e maggio per ridurre il consumo di elettricità. Ma in tal modo è difficile anche conservare il cibo e avere acqua calda. Problemi si sono verificati anche nei supermercati dove senza energia elettrica i frigoriferi non funzionano e i cibi freschi e quelli surgelati deperiscono molto rapidamente.

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