UDIENZA GENERALE, BERGOGLIO: “LA PREGHIERA NON E’ UNA BACCHETTA MAGICA” Papa Francesco in Piazza san Pietro ha commentato la parabola del giudice iniquo e la vedova importuna

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All’udienza generale di questa mattina in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha svolto la sua catechesi sulla parabola evangelica del giudice iniquo e la vedova importuna. “Non si tratta – ha spiegato Bergoglio – di pregare qualche volta, quando mi sento. No, Gesù dice che bisogna pregare sempre, senza stancarsi”.

E porta l’esempio del giudice, “un personaggio potente, chiamato ad emettere sentenze sulla base della Legge di Mosè. Per questo la tradizione biblica raccomandava che i giudici fossero persone timorate di Dio, degne di fede, imparziali e incorruttibili. Ci farà bene ascoltare questo anche oggi, eh!” ha aggiunto a braccio. Al contrario, il giudice della parabola “non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno”. Era un giudice iniquo e proprio a lui si rivolge una vedova per avere giustizia. Le vedove, insieme agli orfani e agli stranieri, erano le categorie più deboli della società perché sole e con pochi diritti: “una povera vedova, lì, sola, nessuno la difende, potevano ignorarla, anche non darle giustizia; così anche l’orfano, così lo straniero, il migrante. Lo stesso! A quel tempo era molto forte questo… Di fronte all’indifferenza del giudice, la vedova ricorre alla sua unica arma: continuare insistentemente a importunarlo, presentandogli la sua richiesta di giustizia. E proprio con questa perseveranza raggiunge lo scopo. Il giudice, infatti, a un certo punto la esaudisce, non perché è mosso da misericordia, né perché la coscienza glielo impone; semplicemente ammette: ‘Dato che questa vedova mi dà fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi’”.

“Da questa parabola Gesù trae una duplice conclusione: se la vedova è riuscita a piegare il giudice disonesto con le sue richieste insistenti, quanto più Dio, che è Padre buono e giusto, ‘farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui’; e inoltre non ‘li farà aspettare a lungo, ma agirà ‘prontamente’”. Per questo Gesù esorta a pregare “senza stancarsi” perché, a differenza del giudice disonesto, “Dio esaudisce prontamente i suoi figli, anche se ciò non significa che lo faccia nei tempi e nei modi che noi vorremmo. La preghiera non è una bacchetta magica! Non è una bacchetta magica!”.

“Essa aiuta a conservare la fede in Dio, ad affidarci a Lui anche quando non ne comprendiamo la volontà. In questo, Gesù stesso – che pregava tanto! – ci è di esempio. Assalito dall’angoscia incombente, Gesù prega il Padre che lo liberi dal calice amaro della passione, ma la sua preghiera è pervasa dalla fiducia nel Padre e si affida senza riserve alla sua volontà. L’oggetto della preghiera passa in secondo piano; ciò che importa prima di tutto è la relazione con il Padre. Ecco cosa fa la preghiera: trasforma il desiderio e lo modella secondo la volontà di Dio, qualunque essa sia, perché chi prega aspira prima di tutto all’unione con Dio, che è Amore misericordioso”.

“La parabola termina con una domanda: ‘Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?’ – dice Francesco -. E con questa domanda siamo tutti messi in guardia: non dobbiamo desistere dalla preghiera anche se non è corrisposta. E’ la preghiera che conserva la fede, senza di essa la fede vacilla! Chiediamo al Signore una fede che si fa preghiera incessante, perseverante, come quella della vedova della parabola, una fede che si nutre del desiderio della sua venuta. E nella preghiera sperimentiamo la compassione di Dio, che come un Padre viene incontro ai suoi figli pieno di amore misericordioso. Grazie!”.

Al termine dell’udienza generale ha ricordato che domani a Roma si vivrà la tradizionale processione del Corpus Domini: “Alle 19 in Piazza San Giovanni in Laterano celebrerò la Santa Messa, e quindi adoreremo il Santissimo Sacramento camminando fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Invito romani e pellegrini a partecipare a questo solenne atto pubblico di fede e di amore a Gesù realmente presente nell’Eucaristia”. Infine, il Papa ha ricordato che “lunedì scorso in Siria sono avvenuti alcuni attentati terroristici, che hanno provocato la morte di un centinaio di civili inermi”. Quindi ha detto:
“Esorto tutti a pregare, pregare il Padre misericordioso, pregare la Madonna, affinché doni il riposo eterno alle vittime, la consolazione ai familiari e converta il cuore di quanti seminano morte e distruzione. Tutti insieme preghiamo la Madonna: Ave Maria…”.

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