VOLO EGYPTAIR CADUTO, GIALLO SU UNA POSSIBILE ESPLOSIONE A BORDO

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EGYPT

Si fa sempre più fitto il giallo sulla tragedia del volo Egyptair, precipitato il 19 maggio, poco prima di atterrare al Cairo. In attesa di conoscere il contenuto delle scatole nere le cause dell’incidente restano un mistero. In particolare è stata smentita l’ipotesi, ventilata poche ore fa, di un’esplosione a bordo. Tutto è nato dalle parole di un medico legale, riportate dall’Associated Press, secondo cui lo smembramento dei corpi dei passeggeri faceva sospettare che a provocare la tragedia fosse stata un’esplosione.

Tutte le parti dei cadaveri rinvenute in mare, aveva precisato l’esperto, sono piccole e tra questi “non c’è ne nemmeno uno che sia il pezzo intero di un corpo, come un braccio o una testa”. Secondo il dottore quindi “la spiegazione logica è che si è trattato di una esplosione.”

Sui resti umani delle vittime del volo Egyptair non è stata trovata alcuna traccia di esplosivo. Lo riferisce alla Bbc un portavoce del ministero della Giustizia egiziano dopo le indiscrezioni di stamattina su una probabile esplosione a bordo smentite più tardi dal capo del Dipartimento di medicina legale egiziana in una nota.

Subito è arrivata la precisazione del capo del Dipartimento di medicina legale, Hisham Abdel Hamid, che ha declassato le indiscrezioni riportare da Ap al rango di “mere ipotesi”. Secondo il ministero della Giustizia egiziano, fra l’altro, sui corpi non sono state ritrovate tracce di esplosivo. Pertanto la pista dell’attacco terroristico, per il quale fra l’altro mancherebbe anche la rivendicazione da parte degli autori, non può essere ancora battuta.

Sul disastro aereo Egyptair, tra l’altro, non ci sono più certezze nemmeno su uno dei pochi punti che sembravano accertati finora: le brusche virate dell’Airbus 320 segnalate nel dettaglio dalla Grecia e che ora l’Egitto smentisce. “L’aereo è apparso ad un’altezza di 37 mila piedi all’interno dello spazio aereo (greco, ndr) senza alcuna deviazione, poi è scomparso dagli schermi dei radar dopo meno di un minuto”, ha dichiarato Ehab Mohieldin, l’amministratore delegato del Nansc, l’Ente nazionale egiziano di servizi per la navigazione aerea. Anche se non lo ha esplicitato, la dichiarazione è in aperto contrasto con quella resa già giovedì, poche ore dopo il disastro che ha causato 66 vittime, dal ministro della Difesa greco Panos Kammenos: “immediatamente dopo essere entrato nella Fir”, la “flight information region” del Cairo, “ha compiuto brusche virate e una discesa che descrivo così: 90 gradi a sinistra e poi 360 gradi a destra”.

Kammenos aveva anche parlato di un violenta perdita di quota del velivolo di 6.700 metri (“da 37.000 a 15.000 piedi”) di cui il responsabile egiziano non parla. In attesa di un chiarimento, una speranza di avere indicazioni si profila da un altro fronte: quello del macabro esame degli irriconoscibili brandelli di corpi restituiti dal mare. Secondo una fonte della medicina legale citata da vari media egiziani, i resti umani finora ripescati sono “estremamente piccoli” e sarà necessario l’esame del dna per compiere le identificazioni (parenti delle vittime sono arrivati all’obitorio per i prelievi).

La fonte però ha sostenuto che i resti ripescati circa 290 chilometri al largo di Alessandria “sicuramente” forniranno elementi utili per risalire all’origine del disastro, ad esempio stabilendo se le morti sono avvenute per un’esplosione o un impatto. Il lavoro degli anatomopatologi complicato da un’eventualità: che i corpi siano stati ridotti in brandelli da squali, ha lasciato intendere la fonte. Alla caccia alle scatole nere condotta con un sottomarino-robot egiziano in grado di operare a 3.000 metri di profondità, quella del fondale in cui si sta cercando il relitto, si è unito nelle ultime ore il ricognitore francese “Jacoubet” dotato di un sonar capace di individuare segnali di registratori di volo sommersi.

Una pista poco probabile appare invece quella di un atterraggio di emergenza cui l’Airbus fu costretto nel 2013 per il surriscaldamento di un motore di cui parla un rapporto di un ente affiliato al ministero dell’Aviazione civile egiziano. Un esperto sentito dall’agenzia Ap ha definito improbabile che un nuovo guasto di questo tipo possa aver prodotto un disastro.

Anche se da quanto trasmesso dalla Cnn due giorni or sono non si è notato alcun allarme ma solo scambi di informazioni tecniche, la magistratura egiziana ha reso noto di aver chiesto comunque alla Grecia la registrazione delle conversazioni intercorse fra il pilota del volo Egyptair precipitato giovedì e una torre di controllo ellenica. Adombrando interesse per la pista terroristica, la Procura generale ha chiesto alla Francia eventuali video che ritraggano l’aereo mentre stazionava all’aeroporto parigino di Roissy Charles-de-Gaulle prima del decollo.

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