RIVOLTA NELLE CARCERI BRASILIANE: 14 MORTI I tumulti all'interno degli istituti si sono verificati in seguito allo sciopero delle guardie penitenziarie

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Parla di 14 morti il bilancio delle rivolte che sono scoppiate in quattro carceri in Brasile, nello stato di Cearà. La notizia è stata diffusa dalla segreteria di iustizia del piccolo stato situato nel nord est del Paese. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, gli scontri tra i detenuti si sono verificati in seguito allo sciopero delle guardie penitenziarie.

L’improvviso sciopero delle guardie, che protestavano per la decisione dell’amministrazione di rateizzare il pagamento di spettanze arretrate, ha provocato la cancellazione delle visite e questo ha fatto esplodere la rabbia dei detenuti in almeno quattro penitenziari dello stato. Durante la rivolta vi sono stati regolamenti di conti tra detenuti e ingenti danni alle strutture, rivelano le fonti. Le forze di sicurezza hanno ripreso il controllo dei penitenziari, i vigili del fuoco hanno spento i focolai di incendi appiccati dai detenuti e gli assistenti sociali stanno aiutando i familiari delle vittime.

La procura della Repubblica di Cearà ha intanto definito illegittimo lo sciopero delle guardie carcerarie ed ha annunciato che riterrà responsabile l’amministrazione carceraria dello stato per gli omicidi, i danni e tutti gli altri eventuali reati compiuti durante le rivolte. Le carceri dello stato di Cearà, come la maggior parte di quelle degli altri stati brasiliani, sono sovraffollate e il sindacato delle guardie carcerarie (Sindasp) chiede da anni un aumento del personale. Il presidente del Sindasp di Cearà, Valdemiro Barbosa, ha denunciato che nei penitenziari ”regna un clima di disordine e instabilità”.

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