PAKISTAN: CRISTIANI E MUSULMANI IN PREGHIERA, FIANCO A FIANCO, DA 20 ANNI Accade a Nazimabad, dove una moschea e una chiesa cattoliche condividono il muro divisorio

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Nelle cronache degli ultimi mesi, circa la tolleranza religiosa in Medio Oriente, si delimita un panorama di continua lotta tra cristiani e musulmani. Uno scenario vero-simile, che non regna ovunque. Ci sono musulmani e cristiani che pregano fianco a fianco da più di 20 anni e in questo lasso di tempo non si è registrato nemmeno un episodio di violenza. Accade a Nazimabad, quartiere di Faisalabad, dove una moschea e una chiesa cattoliche condividono il muro divisorio. Il luogo di culto cristiano è stato costruito nel 1970, mentre le fondamenta della moschea risalgono al 1994. Gli abitanti locali affermano che all’inizio le due strutture erano distanti circa 100 metri, ma poi il luogo di culto islamico si è espanso fino a raggiungere il lato della chiesa.

Qari Zubair, l’imam, racconta che “entrambi i luoghi di culto hanno fissato il loro orari di preghiera in modo che nessuno abbia problemi. Noi non abbiamo installato gli altoparlanti sul tetto della moschea come al solito, ma li abbiamo messi dentro, così che i nostri fratelli e sorelle cristiani non sono disturbati nella loro orazione”. P. Basheer è il parroco della di questa chiesa da 30 anni: “Nel 1994, quando i nostri fratelli musulmani stavano per costruire la moschea di fianco alla chiesa e ci hanno chiesto se avessimo delle obiezioni, abbiamo accettato la loro decisione con entusiasmo. Abbiamo modificato i nostri orari di preghiera del mattino così che loro non abbiano problemi durante il Namaz. La vera umanità – continua il sacerdote – è servire l’uomo: prima di essere musulmani e cristiani siamo tutti uomini e questo ci avvicina nel dire le nostre preghiere insieme”.

In Pakistan, dunque, il vivere insieme, nonostante il credo differente, non è poi così difficile. Muhammad Rafique, 70enne musulmano, afferma: “Se qualcuno mi chiedesse come sia possibile che musulmani e cristiani preghino insieme, io direi che tutto il merito va alle persone della città, di entrambe le comunità, che sono aperte di cuore e vogliono stare lontane da ogni tipo di scontro e polemica. Di fronte ai due luoghi di culto abbiamo un parco, frequentato sia da cristiani che da musulmani in amicizia”. Zubair conclude ricordando che Maometto stesso ha scritto: “Uno è Dio e uno è il vostro antenato (Adamo). Un arabo non è meglio di un non arabo, e un non arabo non è meglio di un arabo”.

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