SCOPERTO IL GENE “MEDICINA” CHE RAFFORZA I CORALLI PREVENENDONE LO STRESS Individuati nell barriera corallina i polipi in grado di tollerare i radicali liberi prodotti dagli stress ambientali

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Dopo numerosi studi sullo stress e lo sbiancamento dei coralli, che preannunciavano scenari apocalittici sul futuro della barriera corallina, arriva una buona notizia: i coralli hanno una tolleranza agli stress ambientali decisamente maggiore rispetto a quella finora ipotizzata. E’ quanto riporta l’analisi del dna di alcuni coralli della Grande Barriera Corallina, che ha scoperto geni “anti-stress” in alcune colonie. Questi geni potrebbe essere la chiave per salvare questa specie minacciata dai cambiamenti climatici. Pubblicata sulla rivista Science Advances, la scoperta si deve a Young Jin dell’Istituto Australiano di Scienze Marine (Aims) e Madeleine van Oppen, dell’università di Melbourne e dell’Aims.

I ricercatori hanno scoperto che alcuni coralli possiedono dei geni grazie ai quali riescono a tollerare gli stress ambientali, come le variazioni della temperatura e della composizione delle acque. Non tutti i coralli, infatti, reagiscono allo stesso modo a questi fattori: la maggior parte ne è danneggiata ed è colpita da un processo chiamato sbiancamento, ma ci sono piccole colonie più resistenti. Per verificare se le cause di questa resistenza siano genetiche, gli studiosi hanno analizzando il dna della specie di corallo più diffusa, la Acropora Millepora. A causa dell’aumento delle temperature dei mari questa barriera sta vivendo uno sbiancamento senza precedenti, dovuto alla morte di un’alga fondamentale per il nutrimento dei polipi del corallo, che vive in simbiosi con essi e li colora di rosso.

Grazie alla mappa del dna sono stati individuati i geni che permettono ad alcuni coralli della barriera corallina più grande del mondo di tollerare i radicali liberi prodotti dagli stress ambientali e che si accumulano nei tessuti. “I coralli che hanno una migliore capacità di affrontare lo stress ambientale possono essere identificati dal loro corredo genetico”, ha detto van Oppen. Dopo averli individuati, ha aggiunto, i coralli più resistenti potrebbero essere allevati in modo selettivo e usati per ripopolare le barriere più danneggiate.

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