MORATA REGALA ALLA JUVE LA COPPA ITALIA, MILAN FUORI DALL’EUROPA Secondo duble di fila per i bianconeri, per i rossoneri nono ko in scontri diretti

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La Tim Cup 2016 è bianconera. La Juve vince la Coppa Italia battendo il Milan per 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale giocata allo Stadio Olimpico di Roma. Il gol decisivo porta la firma di Morata, che al 110′ regala ad Allegri il secondo duble (Coppa Italia e Scudetto) di fila. Il Milan perde l’ultimo treno utile per l’Europa: con questa sconfitta, infatti, in Europa League avrà accesso il Sassuolo, sesto in classifica di campionato. A Brocchi la consolazione di aver trovato la squadra, anche se troppo tardi. Tuttavia, la partita di questa sera potrebbe salvargli la panchina, ma la decisione spetterà comunque a Berlusconi.

Nel primo tempo c’è solo il Milan. I rossoneri giocano subito con una difesa alta, pressing costante, velocità e personalità. Stranamente Montolivo guida il gioco mentre De Sciglio e Bonaventura penetrano sulla fascia sinistra sotto gli occhi attenti di Antonio Conte, che assiste al match in tribuna. L’offensiva è veloce e incisiva, tuttavia manca il gol. I rossoneri si dimostrano una squadra viva, probabilmente la migliore dall’insediamento di Brocchi in panchina. La Juve sembra quasi assente: arranca distratta. Ai bianconeri pesano le assenze importanti di Bonucci, Marchisio e Khedira. Buffon siede in panchina per scelta. Nessuno innesca Dybala, e tutto il team bianconero sembra non avere velocità e intensità. Donnarumma è inoperoso, Neto rischia sul tiro deviato di Bonaventura e si salva su Poli che spreca una perfetta ripartenza con un tiro a dir poco orribile.

Nella ripresa, va in scena lo stesso copione. La Juve è ancora spenta, ma pian piano alza il ritmo, tanto da far penare Donnarumma per tre volte (traversa di Lemina, colpo di testa di Lichtsteiner e tiro di Pogba deviato da Zapata). Anche il secondo tempo termina senza reti. Si va ai supplementari, dove Donnarumma compie (volando) un miracolo sul destro di Pogba. A distanza di pochi minuti i milanisti fremono per una rovesciata di Bacca, ma la palla finisce sopra la traversa. Montolivo lascia il campo con qualche acciacco, innescando la paura di mister Conte. Allegri mette in campo Morata: entra, segna al primo pallone che gioca e accende la festa bianconera all’Olimpico.

“Sono molto contento per questa partita: un campionato e una coppa in più per il museo della Juve”. E’ il commento a caldo di Alvaro Morata, che ai microfoni di RaiSport, dopo la vittoria, afferma: “Ieri l’avevo sognato. I miei amici mi avevano chiesto se avrei giocato dall’inizio e avevo detto loro di no. Allora mi avevano detto ‘entrerai e farai gol’: se tutte le finali fossero così sarebbe bellissimo. E’ il bello del calcio. Qui in tribuna c’erano mio padre e miei amici, penso anche alla mia fidanzata che da quando sto con lei sono un altro anche in campo. Complimenti al Milan – conclude -, che ha giocato una grande partita: è stato difficile batterli, ma alla fine è il risultato ciò che conta”. Sul suo futuro non si sbilancia e conclude: “Dove sarò nella prossima stagione? Per me questa non è finita, prima devo fare la mia parte agli Europei e quindi non posso pensare ad altro”.

“C’è rammarico, ai punti meritavamo noi ci è mancata la zampata vincente invece loro sono stati cinici e noi abbiamo perso”. Così, ai microfoni di Raisport, Riccardo Montolivo commenta la sconfitta del Milan. “Se avessimo messo in campo tutto l’anno quello che abbiamo messo in campo questa sera – ha aggiunto – parleremmo di un altro campionato. E’ tempo di tirare le somme e valutare la cosa migliore per la squadra. Ora la delusione è troppo grande. La squadra ha dato tutto quello che aveva”.

Al termine della finale, la Curva Sud che ospita i milanisti si è divisa su come valutare la sconfitta. La maggior parte dei tifosi rossoneri ha comunque apprezzato lo sforzo nell’ultima partita della stagione, applaudendo a lungo la squadra di Brocchi. Si dissocia invece uno spicchio di curva, che rimane vuoto ed esibisce due striscioni emblematici: “Indegni” e “Vergogna”.

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