CUNEO, VALANGA SUL MONVISO, MUORE ALPINISTA DI 20 ANNI La vittima è Gioele Dutto di Cervasca, appartenente al Soccorso alpino di Cuneo

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Un alpinista è deceduto ieri pomeriggio sulla parete nord del Monviso (in Piemonte, in provincia di Cuneo) mentre percorreva il Canale Coolidge, ripido itinerario di neve e ghiaccio che conduce alla vetta della montagna più alta delle Alpi Cozie lungo il suo versante in ombra. Si tratta di un giovane italiano, Gioele Dutto vent’anni, di Cervasca, maggiore di tre fratelli, appartenente al Soccorso alpino di Cuneo. Gioele abitava in via Don Macagno con il padre Massimo (titolare della Dutto Arredamenti) la madre Franca (insegnante di Italiano alle Medie di Caraglio) e i fratelli minori Samuele e Gabriele (15 e 8 anni). Il ragazzo è stato colpito da una scarica di neve ed è precipitato lungo il canale morendo a causa dei traumi provocati dalla caduta. L’incidente è avvenuto a una quota di circa 2.700 m nei pressi di un passaggio che conduce al bivacco Villata poco prima di mezzogiorno.

La richiesta di aiuto è giunta alla Centrale operativa del Soccorso alpino e Speleologico piemontese alle ore 12.01 di ieri, lanciata da un’altra cordata che si trovava in zona che ha visto precipitare il corpo. Immediatamente è decollato un elicottero del 118 con a bordo il Tecnico di Elisoccorso, l’equipe medica e un’Unità Cinofila da Valanga. Sono state mobilitate inoltre anche le squadre di volontari a terra in appoggio del velivolo.

Giunti per primi sul posto, gli operatori a bordo del velivolo non hanno potuto che constatare il decesso del giovane. I sanitari hanno condotto in salvo il compagno di cordata – rimasto illeso – e una seconda cordata composta da due persone che hanno assistito da vicino all’incidente e, a causa dello shock subito, non hanno proseguito l’itinerario. Infine, in seguito all’autorizzazione delle forze dell’ordine, la salma è stata prelevata e ricondotta a valle.

Informato della tragedia, il presidente del Cai di Cervasca, Ivo Olivero, ha detto: “Non ci sono montagne assassine, ma uomini sfortunati. Gioele era un ragazzo straordinario, bravo scialpinista nonostante la giovanissima età. Frequentava la nostra sezione da cinque anni, insieme al padre. Non ci sono parole per descrivere il nostro dolore. Un forte abbraccio ai famigliari”.

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