“LEI HA UN TUMORE”. LE ASPORTANO IL POLMONE MA AVEVA SOLO LA BRONCHITE

779
tumore

“Lei ha un tumore, le dobbiamo asportare il polmone”; possibile immaginarsi lo sgomento della protagonista di questa ennesima vicenda di malasanità. La donna, un’insegnante oggi in pensione di Cervia (in Emilia Romagna) ha subito un delicato intervento durante il quale le è stato asportato completamente il polmone per quello che sembrava essere un tumore. Ma, sorpresa, la maestra era affetta solo da una banalissima bronchite, curabile con antibiotici e senza nessun bisogno di ricorrere al bisturi.

La travagliata vicenda inizia nel 2012, quando la donna – in seguito ad alcuni disturbi – decise di sottoporsi a una radiografia e quindi ad altri esami più approfonditi che misero in evidenza la presenza di un nodulo nel polmone sinistro. Ulteriori visite evidenziarono che il nodulo cresceva di dimensioni fino a quando, il 21 agosto del 2013, la romagnola venne ricoverata nella clinica convenzionata Maria Cecilia Hospital di Cotignola, in provincia di Ravenna.

Ulteriori esami portarono a una diagnosi terribile: a quella di denocarcinoma, cioè un tumore del polmone particolarmente aggressivo. Dinanzi a un verdetto tanto terribile, i medici di Cotignola decidono di non limitarsi alla sola asportazione del nodulo, ma dell’intero polmone. Una decisione ben motivata se la paziente fosse stata veramente affetta da un tumore maligno.

Ma quello che accadde dopo ha dall’assurdo: dopo una visita di controllo, la sfortunata paziente venne informata che, dal referto istologico, non si era evidenziato nessun tumore ma che il nodulo era solo una bronchite obliterante cronica (o Boop), malattia infiammatoria del polmone. Un errore di diagnosi, dunque, che però è costato caro alla pensionata, che attende per i prossimi giorni una sentenza del giudice che dovrà stabilire se abbia diritto a un risarcimento danni. La dottoressa che ha emesso la diagnosi e l’Ausl si sono tuttavia costituiti per chiedere che la richiesta dell’insegnante venga rigettata poiché, chi ha proceduto con l’intervento chirurgico, l’avrebbe fatto in ossequio di tutte le linee guida. Un’ulteriore ingiustizia per la signora costretta a vivere senza un polmone che si vedrebbe negare anche il risarcimento.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS