GLI ORIZZONTI OSCURI DEL GENOMA SINTETICO

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Centocinquanta esperti e un obiettivo: il genoma umano sintetico. Cioè la realizzazione del Dna contenuto nei nostri cromosomi direttamente in laboratorio. Il summit si è svolto nella Harvard Medical School di Boston. Ai partecipanti è stato imposto l’assoluto riserbo sul contenuto della riunione. Il tema, del resto, è delicato: se da una parte affascina, visto che potrebbe aprire scenari impensabili sino a pochi anni fa, dall’altra preoccupa, per le inevitabili conseguenze etiche. Costruire ex novo la mappa genetica di un essere umano, significa realizzare una persona priva di genitori biologici, senza passato o memoria storica. Una sorta di replicante modello “Blade Runner”. Uno schiaffo alla vita, per come ci è stata donata.

L’iniziativa si spinge più in là del Progetto sul Genoma Umano, vale a dire la colossale impresa internazionale che ha portato nel 2000 alla mappa dell’acido desossiribonucleico. In questo caso, infatti, non ci si limita a una lettura del Dna ma si arriva a scriverlo. In questo senso lo scenario che più inquieta molti è quello che intravede il rischio che questa strada apra la porta in prospettiva a certi estremi, come la possibilità di sintetizzare e riprodurre determinati tratti o addirittura di fare copie di determinate presone.

Per porre la questione etica si è fatto avanti Drew Endy, bioingegnere a Stanford, che ha scritto un articolo proprio per criticare questo tipo di progetto. Alla riunione ad Harvard Endy non ha preso parte, sebbene fosse stato invitato, perché ha giudicato l’incontro troppo limitato a livello di partecipazione e con poca attenzione per l’aspetto etico. Ma George Church, professore di genetica alla stessa Harvard Medical School e tra gli organizzatori del progetto proposto, ha subito frenato, tentando di sgomberare il campo da interpretazioni troppo azzardate: il progetto non ha lo scopo di creare persone, ma soltanto cellule. Una valutazione piuttosto superficiale: anche la scissione dell’atomo serviva per realizzare una nuova fonte di energia, salvo poi essere usata per la bomba atomica.

Church ha poi precisato che il Dna sintetico non sarebbe ristretto ai genomi umani, ma avrebbe lo scopo di acquisire e migliorare la capacità di sintetizzare il Dna in generale, con applicazioni possibili per piante, animali e microbi. Il progetto non ha al momento finanziamenti, sebbene alcune aziende e fondazioni abbiano manifestato interesse, mentre la richiesta di fondi verrà avanzata anche al governo federale americano.

La tentazione di manipolare le leggi universali della vita e della morte resta dunque forte in alcune zone d’ombra della scienza. Il progresso, l’innovazione e la tecnologia sono fondamentali per il miglioramento della nostra esistenza. Ma questo non può cancellare una verità fondamentale: esse servono l’uomo, non sono il suo fine ultimo. Siamo parte di un progetto divino impresso nella natura. Ribellarsi a esso, per il solo gusto di sfidare l’ignoto, significa trasformare l’essenza stessa dell’umanità.

 

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