SAN FRANCISCO: AGENTE UCCIDE DONNA DI COLORE, SI DIMETTE IL CAPO DELLA POLIZIA Al suo posto il sindaco della città californiana ha nominato un ufficiale nero

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Nuovo episodio di violenza in America delle forze dell’ordine verso cittadini afroamericani. Un agente d polizia di San Francisco (in California, stato federato della West Coast) ha sparato a una donna nera di 27 anni, uccidendola, mentre tentava di arrestarla tirandola fuori da un’auto che risultava rubata. Secondo al ricostruzione, all’avvicinarsi della pattuglia a sirene spiegate, la donna avrebbe cercato di fuggire anche tentando di investire l’agente, ma non c’erano indicazioni che la vittima fosse armata o rappresentasse una minaccia per l’ufficiale.

In seguito a questo nuovo episodio, il capo della polizia di San Francisco, Greg Suhr, si è dimesso su richiesta del sindaco della città, Ed Lee. “Il progresso che abbiamo fatto è stato significativo ma non sufficientemente veloce. Per questo ho chiesto a Suhr di dimettersi”, ha detto in una conferenza stampa il primo cittadino. Al suo posto ha nominato il vice, Toney Chaplain, un ufficiale nero.

Si tratta della terza uccisione di persone sospettate di reati minori da parte degli agenti di polizia di San Francisco negli ultimi sei mesi. Un episodio che rischia di compromettere i tentativi della polizia locale di ricucire i rapporti con la comunità afroamericana che accusa la polizia di svolgere pratiche razziste e di abuso di potere.

Lo scorso dicembre l’uccisione di un ragazzo di colore aveva scatenato proteste e tafferugli nella popolazione afro. Mario Woods, un ragazzo nero di 26 anni, era morto il 2 dicembre raggiunto da 15 proiettili. Secondo la testimonianza dei cinque poliziotti che gli avevano sparato alle spalle mentre si stava allontanando, il giovane aveva in mano un coltello e si era rifiutato di consegnarlo agli agenti.

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