ATTENTATI DI PARIGI: OGGI IL PRIMO INTERROGATORIO PER SALAH ABDESLAM E' l'unico superstite del commando che la notte del 13 novembre ha causato la morte di 130 persone nella capitale francese

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Primo interrogatorio al Palazzo di Giustizia di Parigi per Salah Abdeslam. L’unico superstite del commando di terroristi responsabili degli attentati di Parigi del 13 novembre, è arrivato al Palazzo di Giustizia della capitale francese per essere ascoltato dai giudici antiterrorismo. Il 27enne marocchino naturalizzato belga è stato fatto uscire dalla sua cella nella prigione di Fleury-Mirogis, alla periferia meridionale di Parigi, di prima mattina e il suo convoglio, circondato da enormi misure di sicurezza, è arrivato intorno alle 7,15 nella sede giudiziaria. Secondo quanto riferiscono i media francesi, l’udienza ha avuto inizio alle 10.

Compiuta la strage di Parigi, costata la vita a 130 persone tra le quali l’italiana Solesin, Salah avrebbe dovuto farsi saltare. Non lo fece, diventando l’unico terrorista sopravvissuto all’azione e allo stesso tempo il fuggitivo più ricercato d’Europa fina alla sua cattura, 4 mesi dopo, in Belgio, nella “roccaforte” a maggioranza musulmana di Molenbeek. Salah e il suo complice e fiancheggiatore Amine Choukri erano stati ufficialmente incriminati dalla Procura di Bruxelles per concorso in omicidio con finalità di terrorismo e partecipazione a organizzazione terroristica.

Il procuratore di Parigi Francois Molins ha fatto sapere che Salah, durante l’interrogatorio in Belgio, ha precisato che avrebbe voluto farsi saltare allo Stade de France, come altri membri del commando islamista, mentre era in corso la partita Francia-Germania, ma che poi “ha fatto marcia indietro”. La ricostruzione data dal terrorista, secondo Molins, non è veritiera: “In un comunicato diffuso dall’Isis immediatamente dopo gli attentati – dice Molins – Salah era celebrato come autore di un attentato nel 18mo arrondissement. Gli inquirenti dunque dovranno determinare se un’azione kamikaze di Salah Abdeslam avrebbe dovuto davvero aver luogo in quella zona” piuttosto che allo stadio, come affermato dallo jihadista.

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