PROTESTE CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO IN FRANCIA, 14 ARRESTI I sindacati hanno ribattuto che "non è possibile impedire alla democrazia di esprimersi perché vi sono stati dei problemi a margine delle manifestazioni"

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Continua la guerra di cifre sul numero di partecipanti alle proteste contro la tanto contestata riforma del lavoro in Francia. Secondo la polizia, sono 128.000 le persone che hanno manifestato contro il provvedimento approvato dal governo di Manuel Valls. La Confédération générale du travail, la principale sigla sindacale, parla invece di 400.000 manifestanti in tutto il Paese.

Partito da Place de la Nation, il corteo parigino è arrivato a metà pomeriggio di giovedì su Place d’Italie. Simili manifestazioni si sono tenute in altre città del Paese comfe a Rennes o Nantes dove non sono mancati gli scontri. Il premier Manuel Valls aveva chiesto ai sindacati di “interrogarsi sulla pertinenza” di alcune manifestazioni, dopo gli incidenti avvenuti ieri in occasione della protesta delle forze dell’ordine contro “l’odio nei confronti della polizia”; il governo ha inoltre reso noto di essere disposto a intervenire per sciogliere i presidi di blocco attorno a porti, raffinerie e aeroporti.

I sindacati hanno ribattuto che “non è possibile impedire alla democrazia di esprimersi perché vi sono stati dei problemi a margine delle manifestazioni. La mobilitazione, lungi dall’affievolirsi, proseguirà e aumenterà fino al ritiro del progetto di legge di riforma del lavoro”. Ma il presidente François Hollande è stato categorico: la legge passerà, come ha ribadito martedì ai sindacati che ritengono il provvedimento troppo favorevole alle imprese e con meno garanzie per i dipendenti.

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