NIGERIA, LA STUDENTESSA RITROVATA INCONTRERÀ IL PRESIDENTE BUHARI La giovane è stata ritrovata da alcuni cacciatori insieme al figlio di 4 mesi e ha riabbracciato la madre

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ragazza liberata in nigeria

Nei prossimi giorni, Amina Ali Nkeki, la studentessa di Chibok sfuggita a Boko Haram, incontrerà il presidente nigeriano Muhammadu Buhari. Lo hanno riferito funzionari locali, specificando che il governo rafforzerà il suo impegno per liberare le altre 218 ragazze sequestrate due anni fa dal gruppo jihadista, nel nord est del Paese. Intanto, il medico della famiglia ha riferito che la 19enne Amina è stata ritrovata da alcuni cacciatori con la figlia di 4 mesi ed ha potuto riabbracciare la madre. Insieme a lei c’era anche un uomo, subito arrestato perché ritenuto il jihadista cui era stata data in moglie.

L’esercito nigeriano si è intestato questo successo, spiegando che Amina fa parte delle migliaia di persone salvate dalle forze armate in questi ultimi mesi. La vicenda delle studentesse di Chibok, del resto, ha messo le autorità nigeriane sotto forte pressione, sull’onda della commozione internazionale che ha portato tra l’altro alla campagna “bring back our girls” su Twitter, alla quale hanno aderito anche Michelle Obama e la pakistana Malala Yousafzai, Premio Nobel per la pace. E i fallimenti del governo e dell’esercito su questo fronte sono stati probabilmente all’origine della sconfitta elettorale del presidente Goodluck Jonathan, lo scorso anno.

Si ipotizza che Boko Haram abbia rapito molte migliaia di ragazzi e ragazze nella sua guerra di indipendenza dallo Stato centrale, in nome dell’autoproclamato Califfato islamico, che in sette anni ha provocato oltre ventimila morti. L’esercito della Nigeria, sostenuto anche da una coalizione multinazionale, è riuscito progressivamente a cacciare i terroristi dalle città, costringendoli a rifugiarsi nella foresta. La risposta, però, è stata il sempre più massiccio ricorso agli attentati kamikaze contro obiettivi civili.

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