SCONTRI A IDOMENI, LA POLIZIA USA I LACRIMOGENI CONTRO I MIGRANTI Secondo alcune fonti non ufficiali, le tensioni nel campo profughi al confine con la Macedonia derivano dal fatto che non è più consentito introdurre cibo

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E’ alta la tensione nel campo profughi di Idomeni dove si sono verificati nuovi scontri tra la polizia e i profughi. L’escalation di violenza si è verificata dopo che un gruppo di profughi ha cercato di sfondare il cordone formato dalle forze dell’ordine, spingendo una carrozza ferroviaria sui binari lungo i quali sono accampate da mesi migliaia di persone.

I dimostranti hanno anche lanciato pietre contro i poliziotti che hanno risposto a tirando contro il gruppo gas lacrimogeni e granate assordanti. La polizia – riferiscono i media locali – ha detto che circa 200 persone hanno preso parte alle violenze nella tendopoli spontanea nata alla frontiera tra i due paesi, chiusa dalla Macedonia due mesi fa. Secondo alcune fonti non ufficiali, le tensioni nel campo profughi al confine con la Macedonia derivano dal fatto che non è più consentito introdurre cibo. Sarebbe uno dei modi con cui si cerca di far allontanare le persone dal campo, ma come è comprensibile, ciò non ha fatto altro che portare ad un inasprimento delle tensioni.

Inoltre, oltre ai manifestanti, i gas lacrimogeni lanciati dalle forze dell’ordine hanno colpito anche le tende delle persone e delle cliniche mediche, portando all’evacuazione del personale medico e all’intossicazione della popolazione, tra cui molti bambini. Una delle organizzazioni che ha abbandonato la sua postazione ad Idomeni è Medici Senza Frontiere. Il personale medico si allontanato dal campo fino a che la situazione non è tornata alla normalità, poi è tornata a “lavorare a pieno regime”, come annunciato con un Tweet sulla piattaforma social dei cinguettii.

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