PROTESTE IN VENEZUELA, MADURO MINACCIA DI INASPRIRE LO STATO DI EMERGENZA Capriles, all'indomani delle proteste, aveva incitato l'opposizione a mantenere la pressione per costringere il presidente a lasciare il suo incarico

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“Il Parlamento vuole mettermi fuori gioco e legarmi le mani, sapete perché? Per impedirmi di dichiarare lo stato di emergenza senza il quale non sarebbe stato possibile prendere una decisione”. E’ quanto dichiarato dal presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, che ha minacciato di inasprire le misure legate allo stato di emergenza come risposta alle continue proteste dell’opposizione e alla richiesta di indire un referendum – che ha l’obiettivo di destituire il capo di stato -, considerate come avvisaglie di un possibile golpe.

Il Venezuela, oramai da tempo, sta attraversando una forte crisi economica che ha generato caos politico e istituzionale. Il governo ha intanto annunciato che denuncerà diversi leader dell’opposizione, tra cui anche l’ex candidato Henrique Caprile, sconfitto da Maduro alle elezioni del 2013, per aver istigato atti di violenza durante le manifestazioni di protesta a Caracas.

Capriles, all’indomani delle proteste, aveva incitato l’opposizione a mantenere la pressione per costringere il presidente a lasciare il suo incarico e sul suo profilo Twitter aveva lanciato un appello a tutti i venezuelani. “Noi faremo in modo che Maduro rispetti la Costituzione! Il suo decreto (sullo stato di emergenza) è stato respinto, è considerato nullo e nessuno deve rispettarlo”.

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno Gustavo Gonzalez, la polizia ha proceduto a sette arresti nella capitale durante le manifestazioni contro Maduro. Ma Capriles ha parlato di almeno 17 fermi e diversi incidenti in tutto il Venezuela. “Non vogliamo un bagno di sangue o un colpo di Stato”, ha detto durante le manifestazioni il presidente dell’Assemblea parlamentare Henry Ramos Allup, che ha chiesto “una soluzione pacifica” di questa crisi politica. “Il referendum può avere luogo quest’anno e lo sapete. Evitiamo un’esplosione” della crisi, gli ha fatto eco Capriles.

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