RICERCATORI AMERICANI: NEL 2050, I MUSULMANI PIÙ DEI CRISTIANI I criteri utilizzati dagli studiosi del Pew Research Center per prevedere il futuro delle religioni: crescita demografica e percentuale giovanile

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Il Pew Research Center, istituto di ricerche sociali statunitense, ha pubblicato uno studio sul “futuro” delle religioni, sulla base di alcuni parametri sociologici: il tasso di crescita demografica nei Paesi in cui è prevalente una confessione religiosa rispetto ad altre e la percentuale di giovani fedeli.

I Paesi nei quali la religione dominante è quella islamica sono particolarmente proliferi e contano sull’adesione di masse giovanili. A detta dei ricercatori, ciò dovrebbe significare che, entro il 2050, i musulmani dovrebbero raggiungere in numero i cristiani, mentre si aspetta che diminuiscano nel mondo gli atei, gli agnostici e coloro che non si riconoscono in nessuna religione, ad eccezione degli Stati Uniti e della Francia. La comunità islamica più numerosa sarà in India, che resterà però a maggioranza Hindu. In Europa, i musulmani dovrebbero essere il 10 percento della popolazione. I buddisti dovrebbero mantenersi in eguale numero, mentre aumenterebbero gli ebrei e gli induisti.

Negli Stati Uniti, i cristiani diminuirebbero dai tre quarti attuali della popolazione ai due terzi. La “resistenza” cristiana sarebbe nel continente africano, dove la popolazione umana aumenterà in numeri assoluti. I 4 decimi dei cristiani abiteranno nel Sub-Sahara.
Se il rapporto tra Cristianesimo e Islam, le principali religioni al mondo, è oggi di circa 2miliardi di cristiani (pari a poco più di un terzo della popolazione) e un miliardo e mezzo di musulmani (pari a circa il 23 percento), nel 2050, i cristiani dovrebbero essere poco meno di 3miliardi (mantenendo la percentuale di più di un terzo della popolazione mondiale), mentre i musulmani sarebbero poco meno di 2miliardi e 800mila (quindi, poco meno di un terzo).

Un dato impressionante, dunque, quello previsto dai ricercatori americani. La religione islamica avrebbe un incremento di fedeli del 75 percento, fino ad arrivare addirittura al sorpasso sul Cristianesimo, dopo il 2050.

Attualmente, i Paesi a maggioranza cristiana sarebbero Australia, Inghilterra, Benin, Francia, Repubblica di Macedonia, Nuova Zelanda, Bosnia e Olanda. Nella ricerca statunitense non compare, a sorpresa, l’Italia, che ospita la Città del Vaticano e la sede del Papa. Non c’è, in quest’elenco dei “più cristiani”, neppure la Spagna. Invece, compare l’Olanda, Stato laicissimo. Ciò lascia pensare che i criteri di tipo sociologico non sono applicabili alla religione. La dimensione della fede, infatti, non è quantificabile né preventivabile sulla base di criteri esclusivamente razionali e matematici. L’azione dello Spirito Santo non segue le regole dell’uomo. E dunque, ben speriamo che la Buona Notizia di Gesù Cristo convinca i nostri successori con numeri ben diversi da quelli annunciati dagli “scienziati” di un mondo ancora piccolo piccolo.

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