MATTARELLA: ITALIA PONTE CON L’AFRICA PER IL FUTURO DEL MONDO Il Presidente della Repubblica ha aperto i lavori della Prima Conferenza ministeriale Italia-Africa, oggi alla Farnesina, a Roma. “Prioritario salvare vite umane”

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Oltre 50 Paesi africani, con i loro Rappresentanti permanenti presso le Nazioni Unite a New York e i responsabili di circa 15 tra Organizzazioni internazionali, partecipano alla Prima Conferenza ministeriale Italia-Africa, in corso oggi alla Farnesina, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, in collaborazione con l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI).

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto i lavori, questa mattina, con un discorso di ampio respiro strategico e culturale. “Il nostro obiettivo è quello di un rapporto più stretto e articolato tra il continente africano e l’Italia”, pur consapevoli della “molteplicità e complessità delle sfide”, ha detto il Capo dello Stato.

“La congiuntura internazionale nella quale viviamo è da tempo mutata”. “Il processo di globalizzazione ha reso Africa ed Europa ancor più legate fra loro”. “Le crisi hanno alimentato la consapevolezza di come i destini dei due continenti siano ancor più interconnessi”. In questo contesto, i problemi e la ricerca delle soluzioni sono diventati “inevitabilmente comuni”. “Il mondo in è troppo interconnesso”.  E dunque: “L’Africa non è e, in ogni caso, non può più essere comunque ‘altro’ rispetto all’Europa. E viceversa”. “Quella visione è tramontata e relegata definitivamente al passato”.

Cause comuni ci “interpellano”, per la pace e il destino dell’umanità, ha affermato Mattarella. In concreto: “La necessità di una lotta senza quartiere al terrorismo e a tutti i fondamentalismi. L’urgenza di spegnere i focolai di tensione politica. L’esigenza di sconfiggere piaghe – quali fame, carestie, malattie endemiche e mortalità infantile – la cui esistenza è ingiustificabile alla luce del livello di conoscenze che abbiamo acquisito.  L’intelligente governo di un fenomeno migratorio non transitorio ma epocale”. E poi: “L’esigenza di politiche economiche e sociali capaci di sostenere la crescita economica e l’occupazione. La lotta alla corruzione, che drena risorse importanti a scapito dello sviluppo”.

Sul tema del terrorismo e del pericolo fondamentalista, il Presidente della Repubblica ha usato queste parole: “La sicurezza della vita propria e delle proprie comunità è messa a dura prova dalla minaccia incombente, insidiosa e trasversale, del fondamentalismo terrorista. Forze violente, minoritarie, prendono in ostaggio intere popolazioni”.

Le migrazioni di massa rappresentano, per il continente africano, la più dolorosa spoliazione di futuro dei tempi contemporanei: milioni di persone in fuga impoveriscono le società civili africane e rappresentano il pedaggio più doloroso al disordine e alla sopraffazione e condizioneranno la stessa capacità di sviluppo”. Questo problema, complesso e umanitario, va affrontato con “un approccio multidimensionale, che va dalla gestione dell’emergenza all’eliminazione delle cause che portano tanta gente a partire, e all’integrazione laddove necessario”.

Sono queste, dunque, le “sfide comuni, con le quali confrontarci subito, perché domani sarà già tardi”.  Ed è “un’opportunità unica per il ruolo che i nostri Paesi rivestono e per le conseguenze che le nostre azioni avranno per le future generazioni”. “Abbiamo il dovere di esplorare appieno lo straordinario potenziale di sviluppo delle relazioni tra Africa ed Europa e disponiamo già di tutti gli strumenti per sfruttare insieme le opportunità che abbiamo di fronte”.

La condizione storica in cui viviamo, anche di crisi e di pericolo, quindi, rappresenta una buona occasione per rigenerare le relazioni tra il continente europeo e quello africano, tra l’Unione Europea e l’Unione Africana, con una nuova cultura del vivere e lavorare insieme al bene comune dell’umanità presente e futura, “abbandonando definitivamente visioni stereotipate e logiche obsolete”.

“L’Africa è sempre più protagonista della politica, dell’architettura della sicurezza e dell’economia internazionali”, ha detto Mattarella. E “l’Italia è, per condizione geografica, storia e cultura, un ponte tra Africa ed Europa”.  D’altra parte, “l’Italia ha sostenuto costantemente l’esigenza di strategie lontane dalla logica semplicistica che vorrebbe rispondere al fenomeno attraverso l’erezione di muri e barriere”.  Dunque, in un “partnerariato strategico” tra l’Italia e l’Africa, si potranno proporre e discutere insieme “approcci di natura globale, non soltanto legati all’urgenza, ma capaci di portarci a soluzioni durevoli”, in direzione di uno “sviluppo sostenibile e inclusivo”. A partire da alcuni temi, aree e problemi fondamentali: “Istruzione, formazione, acquisizione e valorizzazione di competenze in favore della popolazione, a partire da quella femminile”. In collaborazione tra le Istituzioni dello Stato e le imprese private.

Un ruolo assai utile, nell’ambito di questa visione integrata, potrà essere svolto dal settore privato, opportunamente coinvolto in questi lavori, e da un suo rinnovato impegno per l’allineamento tra esigenze di profitto, opportunità di sviluppo anche sociale e sostenibilità ambientale”, ha continuato Mattarella. “Anche da questo approccio passano il miglioramento della sicurezza alimentare e della nutrizione, il potenziamento dei servizi sanitari e di quelli educativi di base, la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione, lo sviluppo di un sistema di microimprese”.

“Primo dovere è quello di salvare vite umane e di soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza”, ha dichiarato il nostro Capo dello Stato. “Non dobbiamo dimenticare neanche per un istante – e l’Italia non lo ha mai fatto – che alla base della nostra azione deve sempre essere posto anzitutto il principio della tutela della vita e della dignità di ogni essere umano”.

All’introduzione del Presidente Mattarella della Sessione plenaria, sono seguiti gli interventi del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni e del Ministro degli Affari Esteri del Ciad, Presidente di turno del Consiglio dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat.  In programma anche gli interventi della Presidente della Commissione dell’Unione Africana Dlamini Zuma, del Commissario dell’Unione Africana per la Pace e la Sicurezza Smail Chergui e della Commissaria all’Energia della U. A. Elaham Ibrahim. I lavori saranno chiusi dal Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi.

 

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