VENEZUELA, IL PARLAMENTO RESPINGE IL DECRETO DI MADURO SULLO STATO D’EMERGENZA Il presidente si era attribuito poteri speciali attraverso la proclamazione di uno stato di eccezione e di un'emergenza economica

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Il Parlamento venezuelano ha respinto ieri il decreto con il quale il presidente Nicolas Maduro si è attribuito poteri speciali attraverso la proclamazione di uno stato di eccezione e di un’emergenza economica, definendolo incostituzionale. In una risoluzione approvata dalla maggioranza dell’Assemblea nazionale, l’opposizione ha denunciato quello che ha definito “una grave alterazione dell’ordine costituzionale e democratico” da parte del capo dell’esecutivo, chiedendo agli organismi internazionali di intervenire nella crisi in atto in Venezuela.

Le Nazioni unite (Onu), l’Organizzazione degli Stati americani (Osa), il Mercato comune dell’America meridionale (Mercosur) e l’Unione delle nazioni sudamericane (Unasud), si legge nella dichiarazione, devono intervenire per “porre freno allo smantellamento della democrazia e dello Stato di diritto portato avanti dal presidente e le istituzioni che sono al suo servizio”. La minoranza chavista si è rifiutata di partecipare al dibattito, sostenendo che era tecnicamente illegale, giacché il decreto di Maduro non è stato ancora formalmente trasmesso al Parlamento per la sua discussione.

Il Venezuela, oramai da troppi giorni, si trova sull’orlo del baratro. La crisi interna al Paese ha toccato il suo apice quando l’esecutivo ha deciso, per affrontare l’emergenza elettrica, di imporre dei black out programmati e il razionamento della distribuzione di corrente su tutto il territorio. Ciò ha portato ad enormi disagi, non ultimo il problema della conservazione degli alimenti che a causa della non adeguata refrigerazione si deteriorano rapidamente.

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