CESAREA, RINVENUTO IN MARE UN TESORO ARCHEOLOGICO DI 1600 ANNI Due sub, nelle acque antistanti la hanno scoperto monete, statue e oggetti in bronzo

768
scoperta

Nelle tranquille acque che bagnano le coste di Cesarea, uno dei maggiori siti archeologici del paese a nord di Tel Aviv, due sub israeliani hanno rinvenuto, per puro caso, un tesoro di epoca romana, risalente a circa 1600 anni fa circa. Statuine di bronzo, monete, giare e altri manufatti, tutti meravigliosamente conservati all’interno della stiva di una nave mercantile inabissatisi davanti al porto della città, molto probabilmente all’epoca dell’imperatore Costantino e del suo rivale Licinio. La Soprintendenza alle antichità israeliana, allertata dai sub, poi premiati, ha subito etichettato la scoperta come “la più importante degli ultimi 30 anni”.

E così i due sommozzatori, Ran Feinstein e Ofer Raanan, si sono aggiunti alla lunga lista di speleologi che negli ultimi tempi, proprio in Israele, hanno riportato alla luce ritrovamenti notevoli, come ad esempio il rarissimo amuleto egiziano risalente a 3200 anni fa trovato da una ragazzina di 12 anni sul Monte Scopus a Gerusalemme. Dalla stiva della nave sono stati rinvenuti, tra gli altri reperti, anche una lampada raffigurante l’immagine del Dio Sole, una statuina della dea Luna, una lampada a forma di testa di schiavo africano, oggetti scolpiti con effigi di animali o del dio Dioniso. Non solo. Anche frammenti di giare usate per contenere acqua destinata all’equipaggio della nave.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

La maggiore sorpresa è stata la scoperta di due mucchi, di circa 20 chili, di monete con sovrimpressa l’immagine di Costantino (312-324, d.C.) e anche di Licinio, suo avversario che governò nella parte est dell’Impero prima di essere definitivamente sconfitto. Secondo Jacob Sharvit e Dror Planer, entrambi della sezione Archeologia marina della Sovrintendenza, si tratta “di scoperte altamente importanti che, a parte la loro straordinaria bellezza, sono di significato storico”.

“Una scoperta marina come questa – hanno spiegato – non c’è stata negli ultimi 30 anni in Israele. Le statue di metallo sono reperti archeologici rari perchè nell’antichità erano sempre fusi e riciclati. Quando si trovano in genere avviene in mare. In questo caso le statue sono naufragate insieme alla nave e così si sono salvate dal processo di riciclaggio. La sabbia inoltre le ha protette e quindi sono in ottimo stato di conservazione: sembrano siano state gettate ieri e non 1600 anni fa”.

A Cesarea, il cui teatro romano, quasi intatto, e l’acquedotto, si affacciano sul mare antistante, non è una novità che qualcuno scopra per caso reperti archeologici, come hanno ammesso gli stessi studiosi. Le ragioni sono due: la progressiva mancanza di sabbia sul fondo marino che riporta alla luce i reperti e la sempre maggiore presenza nella zona di sub che scandagliano le acque e in caso di scoperte avvisano le autorità.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS