L’ALLARME DELL’UNICEF: “I BAMBINI SONO LE PRIME VITTIME DELLA SICCITA’ IN CAMBOGIA” I primi a fare le spese della mancanza di acqua sono le famiglie rurali, che formano l’80% della società cambogiana

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Sono i bambini le prime vittime dell’ondata di siccità che ormai da mesi tiene sotto scacco la Cambogia. E’ l’allarme che ha lanciato l’Unicef, specificato che il fenomeno è causato da El Niño. Secondo i dati dell’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della tutela dei minori, “il 32% dei bambini sotto i cinque anni è sottosviluppato, il 24% sottopeso, il 10% soffre di malnutrizione acuta”.

La siccità ha colpito tutto il sud-est asiatico, compresi Laos, Thailandia e Singapore, e sta causando disagi soprattutto nei piccoli villaggi, dove le persone fanno molta fatica nel reperire acqua potabile. Molte scuole del Paese hanno esaurito le loro riserve e ciò che rimane si sono trasformate in pozze calde e malsane.

La responsabile dell’educazione primaria al ministero dell’Istruzione, come riporta Asianews, ha affermato che “un terzo degli istituti e il 50% dei bambini non hanno acqua a sufficienza”. iò ha fatto aumentare a dismisura l’assenteismo. Circa il 40% degli studenti non si è infatti presentato a scuola, in quanto i genitori preferiscono tenerli a casa, in modo da aiutare i genitori a prendere l’acqua in pozzi che alle volte sono molto distanti.

I primi a fare le spese della mancanza di acqua sono le famiglie rurali, che formano l’80% della società cambogiana. Il costo dei beni primari è infatti aumentato di molto e ora l’acqua sufficiente per tre o quattro giorni costa 5mila riel (circa 1,3 dollari). Per coloro che mandano i figli a scuola bisogna aggiungere 500 riel al giorno per le bottiglie.

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