DIETROFRONT DI OMS E FAO: “IL GLIFOSATO NON E’ CANCEROGENO” La nuova posizione precede di qualche settimana la decisione della Commissione Ue sul rinnovo della licenza per l’uso

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glifosato

Dietrofront dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) sul glifosato, un composto chimico noto come erbicida totale non selettivo di libera produzione dal 2001. L’Oms e la Fao lo “assolvono” dall’accusa di essere una sostanza cancerogena per l’uomo. Lo hanno affermato al termine del meeting del Panel of Experts on Pesticide Residues in Food and the Environment.

Dallo studio presentato emerge che “nella grande maggioranza delle prove scientifiche, la somministrazione di glifosato e di prodotti derivati a dosi fino a 2000 milligrammi per chilo di peso per via orale, la più rilevante per l’esposizione con la dieta, non è associata ad effetti genotossici nella stragrande maggioranza degli studi condotti su mammiferi”. Nella nota congiunta si legge anche: “un essere umano del peso di 70 chili potrebbe bere 140 grammi di glifosato senza riportarne alcun danno”. “Qualche studio – hanno precisato l’Oms e la Fao – ha evidenziato un’associazione positiva tra l’esposizione al glifosato e il rischio di linfoma non Hodgkin. Tuttavia l’unico studio, condotto con una grande coorte e di grande qualità, non ha trovato evidenza di una associazione per nessun livello di esposizione”. La nuova posizione dell’Oms e della Fao ha preceduto di qualche settimana la decisione della Commissione Ue sul rinnovo della licenza per l’uso del glifosato, uno dei pesticidi più usati al mondo.

La portavoce della Coalizione Stop Glifosato Maria Grazie Mammuccini, ha commentato: “Al di là delle ironie su qualche possibile fretta dell’Oms e della Fao – dice – stupisce che l’organizzazione mondiale della Sanità sia così pronta a smentire la ricerca durata alcuni anni dallo Iarc di Lione, agenzia specializzata sulla ricerca sul cancro che appartiene proprio al circuito Oms”. Mammucci ha accusato anche una “sospetta tempestività” nella pubblicazione delle ultime notizie, “uscite da una non meglio precisata revisione di vari studi (della quale non viene fornito alcun dato né alcun riferimento) sull’effetto cancerogenico del glifosato”.

La Coalizione Stop al Glifosato chiede “che si evitino facili assoluzioni dell’ultima ora e che si bandisca l’utilizzo del pesticida in Europa”. “Gli studi dello Iarc – ha concluso Mammucci – hanno dimostrato al di là di ragionevoli dubbi la tossicità sugli esseri umani. Lasciamo che la scienza continui la sua giusta attività di verifica, mettendo nel frattempo la popolazione al sicuro rispetto agli effetti dell’abuso della chimica di sintesi”. Un appello la Coalizione lo ha rivolto anche al Governo italiano, al quale è stato chiesto “di farsi portavoce di un’esigenza ampia e di buon senso”.

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