SIRIA, POTENTE ESPLOSIONE INCENDIA UN GIACIMENTO DI GAS CONTROLLATO DALL’ISIS Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani; non si conosce il numero delle vittime

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Potenti esplosioni hanno scosso un giacimento di gas nel centro della Siria, controllato dagli jihadisti dell’Isis. Lo ha riferito l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Il giacimento, uno dei più grandi della provincia di Homs, antichissima città siriana risalente al 2300 a.C. nell’ovest del Paese – è teatro di violenti scontri tra l’Isis e filogovernativi. “Ci sono state tre enormi esplosioni”, ha detto Rami Abdel Rahman, presidente dell’Ong. A saltare in aria diverse stazioni di pompaggio. Al momento non ci sono bilanci di vittime.

Solo durante la scorsa settimana, gli attacchi rivendicati dal gruppo terrorista hanno causato più di cento morti. Domenica 15 maggio, tre uomini del califfato si sono fatti esplodere in un impianto di gas, uccidendo 14 persone tra operai e forze di sicurezza. L’inviato speciale degli Stati Uniti per la coalizione internazionale anti-Isis, Brett McGurk, ha comunque dichiarato che “gli estremisti dell’Isis stanno perdendo il controllo del loro territorio in Siria e in Iraq” e che “il perverso califfato è ormai sulla difensiva”. Secondo McGurk, l’inversione di tendenza è iniziata dopo l’ultima significativa vittoria dell’Isis, la conquista della città di Ramadi un anno fa, poi di nuovo persa nel dicembre 2015.

McGurk è sicuro che l’imminente vittoria della coalizione sia dovuta alla tattica usata contro le postazioni jihadiste – quella dei bombardamenti mirati – che ha portato alla conquista di città strategiche come Shadadi nel nordest della Siria, e all’aver colpito al contempo i depositi finanziari del califfato, costringendolo a dimezzare la paga dei combattenti facendo così crescere defezioni e il malcontento tra le proprie fila.

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