RIFORMA DEL LAVORO, HOLLANDE: “QUESTA LEGGE PASSERA’, NON CEDERO'” Alcuni dei manifestanti contro la legge El Khomri sono stati colpiti da un provvedimento che vieta loro di avvicinarsi a Place de la Republique, dove si tiene la Nuit Debout

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“Questa legge che si sta discutendo, anche nelle piazze, passerà. Non cederò”, è quanto ha dichiarato il presidente Francois Hollande a Europe 1, proprio mentre comincia un’altra settimana di scioperi e manifestazioni contro la tanto controversa riforma del lavoro passata finora in Assemblea nazionale grazie alla fiducia messa dal governo. “Troppi governi hanno ceduto ed è la causa delle condizioni in cui ho trovato il Paese nel 2012”. E’ stata “discussa, concertata, corretta, emendata – ha aggiunto Hollande: i sindacati riformisti appoggiano il testo e la maggioranza dei socialisti lo vota”.

“E’ molto importante per il nostro paese – ha detto Hollande – e la legge El Khomri contribuirà a questo, che le imprese, i sindacati possano determinare a livello di impresa il proprio futuro, nel rispetto della legge”. Parole dure, infine, per i “casseurs” che imperversano con le loro violenze in margine alle manifestazioni: “è ora di finirla, quello che fanno non potrà restare senza risposta. Manifestare è un diritto, distruggere è un reato”. Dall’inizio del movimenti “ci sono stati oltre mille fermi – ha continuato – 60 condanne, 350 poliziotti feriti. Non è accettabile. Tutte le consegne sono state impartite: fermi, divieto di manifestare per determinate” persone e, se ci sono fra queste degli stranieri, “ci sarà l’espulsione”.

Nel frattempo ad alcuni manifestanti – antifascisti e anticapitalisti – è stato notificato il divieto di partecipare alle manifestazioni contro il Job Acts francese e ad avvicinarsi a Palce de la Republique, dove si tiene la Nuit Debout. I collettivi colpiti dal daspo hanno diffuso nella giornata di ieri ll’ordinanza emanata dal prefetto di polizia Cadot. Inoltre i militanti hanno dichiarato che se il governo e la prefettura pensavano di intimidirli, come risultato hanno ottenuto l’effetto contrario, convincendoli ancora di più della necessità di lottare contro la legge El Khomri e contro lo stato di emergenza – entrato in vigore dopo gli attentati dello scorso novembre 2015 – che stanno “uccidendo le libertà civili” in Francia.

Nel suo discorso a Europe , inoltre, Hollande ha ribadito che la situazione economica nel Paese “va meglio”, specificando poi che “va effettivamente meglio per la Francia, non necessariamente per tutti i francesi, ne convengo”. Per Hollande, il miglioramento “è una realtà, basta guardare le cifre”: “la crescita? Faremo l’1,2%, 1,3%. E nel 2016 saremo senza dubbio all’1,5%. Quindi va meglio, perché quando sono arrivato era allo 0,2%”. “Quando guardo le cifre del deficit – ha proseguito – nel 2015 abbiamo il 3,5% e saremo sotto al 3% nel 2017”, quindi “perfettamente in regola con la disciplina europea”. Niente da fare, invece, per quanto riguarda la promessa di un deficit allo 0% per la fine del suo mandato – ha ammesso Hollande – a causa di “un contesto travolto dalla crisi”.

“Ci saranno nuovi tagli alle tasse”, ma per renderlo possibile “bisognerà avere dei margini di manovra”. Lo ha detto il presidente francese, Francois Hollande, parlando questa mattina ai microfoni di Europe 1. Il capo dello stato ha spiegato: “ci sarà un ulteriore calo per le imprese poiché il patto di responsabilità non è stato concluso fino in fondo. Mi sembra logico, giusto, che le famiglie possano avere la loro parte di redistribuzione. Se i conti migliorano, se la crescita si conferma, ci sarà un gesto in favore delle famiglie”.

Francois Hollande vorrebbe che la sua immagine rimanesse quella di un presidente “che ha fatto le riforme”, comprese quelle “impopolari” e non quella di un presidente che “non ha fatto niente”. “Quando per anni non si fanno riforme – ha detto ai microfoni di Europe 1 – bisogna farle. E ci vuole del tempo prima che diano i loro frutti. Io provo a fare quello che il paese deve aspettarsi da un capo di stato, le riforme anche se sono difficili, impopolari”.

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