VIENNA: AL VIA IL VERTICE PER DISCUTERE IL FUTURO DELLA LIBIA L'Italia ha convocato ed co-presiede la riunione con gli Stati uniti

552

Si svolge oggi a Vienna, in Austria, la riunione ministeriale sulla Libia. L’inizio del summit è previsto per le 14,00 e rappresenta il proseguo dell’appuntamento di Roma del 13 dicembre scorso. L’incontro intende favorire una transizione con pochi rischi per l’esecutivo insediatosi a Tripoli con il sostegno della comunità internazionale. Partecipano all’appuntamento nella capitale austriaca i Paesi del “formato di Roma” – membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, alcuni Paesi europei e della regione, organizzazioni internazionali e regionali – allargato a Malta, Ciad, Niger e Sudan. Inoltre, ci saranno anche il premier libico Fayez al Sarraj, e i membri del Consiglio Presidenziale/Governo di Accordo Nazionale, a concreta testimonianza dei progressi compiuti dal dialogo politico libico in questi mesi.

Al Sarraj, classe 1960 è un politico libico, Capo di Stato e Primo ministro della Libia dal 12 marzo 2016. In seguito al rovesciamento di Gheddafi nel 2011, è divenuto membro di una commissione per il dialogo nazionale e, nel 2014, allo scoppio della seconda guerra civile, è stato eletto membro della Camera dei rappresentanti (insediatasi poi a Tobruk) come candidato indipendente in rappresentanza di un collegio di Tripoli nonostante l’opposizione del primo ministro del governo islamista di Tripoli, Khalifa Ghwell.

L’Italia, che ha convocato e co-presiede la riunione con gli Stati uniti, si attende “un passo avanti” e confermerà il suo impegno primario per una Libia “unita e stabile”. Gli obiettivi a lungo termine sono quelli di compattare il fronte pro Sarraj, confermare pieno sostegno al Governo di accordo nazionale, aprire al generale Haftar, discutere e verificare le condizioni di un’eventuale revoca parziale dell’embargo Onu sulle armi. In merito, gli Stati uniti hanno inviato segnali di apertura, “se il governo libico preparerà una lista dettagliata e coerente di strumenti che vuole utilizzare per combattere l’Isis e risponderà a tutti i requisiti per la deroga”. Una posizione condivisa anche dall’Italia, che pensa a una revoca mirata che permetta al governo Sarraj di combattere con maggiore efficacia le organizzazioni terroristiche. Di diverso parere la Russia, membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu e quindi con potere di veto, che considera prematuri i tempi per una revoca dell’embargo.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS