VENEZUELA, IL PRESIDENTE MADURO ORDINA DI OCCUPARE LE FABBRICHE CHIUSE Prorogato per altri 60 giorni lo stato d'emergenza economica

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Democrazia sempre più in bilico in Venezuela, repubblica federale situata nel nord dell’America Meridionale con capitale Caracas. Il presidente in carica, Nicolas Maduro, dopo aver prorogato per altri 60 giorni lo stato d’emergenza economica per proteggere Caracas da un presunto golpe ordito dagli Stati Uniti, ha disposto il sequestro di tutte le fabbriche che hanno interrotto la produzione nonché l’arresto dei proprietari. Nel suo discorso, trasmesso da radio e televisione, Maduro ha tuonato contro gli uomini d’affari accusandoli di promuovere una “guerra economica”, e ha chiesto loro di smettere di “piagnucolare” per la mancanza di dollari.

“Dobbiamo assumere tutte le misure per recuperare la capacità produttiva che è paralizzata dai borghesi. Chiunque voglia fermare la produzione per sabotare il Paese dovrebbe andarsene e coloro che lo hanno fatto debbono essere ammanettati e inviati in prigione”, ha spiegato Maduro alla popolazione. Con questa dichiarazione il presidente si è riferito a quattro stabilimenti della ‘Cerveceria Polar’, tra le principali fabbriche di birra del Venezuela, che una ventina di giorni fa hanno fermato la propria produzione nell’impossibilità di poter accedere alle valute estere senza le quali non potevano importare le materie prime necessarie.

Le mosse di Maduro in queste ore non si sono fermate qui: il presidente ha richiamato l’ambasciatore venezuelano in Brasile, Alberto Castelar, a seguito dell’impeachment contro Dilma Rousseff e l’insediamento del nuovo presidente, Michel Temer, che ha definito “un golpe”. Quindi, legando quanto sta avvenendo a Caracas con il caso Brasile, il leader ‘bolivariano’ ha commentato che l’obiettivo di fondo Usa è quello di “porre fine alle correnti del progressismo in America Latina”.

L’erede di Hugo Chavez – per le cui dimissioni attraverso un referendum sono state raccolte più’ di 1,5 milioni di firme – ha inoltre ordinato manovre militari senza precedenti per preparare le truppe ad un’eventuale invasione o rivolta interna. Nonostante il Venezuela sia il Paese con le più ricche riserve petrolifere accertate, si trova da mesi sull’orlo della bancarotta per il basso costo del petrolio e per la gestione dissennata dell’economia che rende problematico anche l’approvvigionamento elettrico.

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