LIBANO, I PATRIARCHI CHIEDONO SEGGI PER I RAPPRESENTANTI DEI CRISTIANI La richiesta è stata firmata da Ignatius Aphrem II e da Ignatius Youssif III

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I Primati delle due Chiese siro-antiochene in Libano – il Patriarca siro ortodosso Ignatius Aphrem II e il Patriarca siro cattolico Ignatius Youssif III – hanno recentemente sottoscritto un documento comune nel quale si chiedono due seggi nel Parlamento libanese. Un primo seggio andrebbe riservato a un rappresentante politico appartenente alla Chiesa siro-ortodossa, e il secondo (garantito per regolamento) è da riservare ad un rappresentante della comunità siro-cattolica.

Nel documento comune – si legge nel testo – viene chiesto anche di garantire ai membri delle due comunità cristiane una maggiore presenza negli uffici e negli incarichi pubblici, evitando discriminazioni conclamate o occulte di ogni sorta. La richiesta era stata già presentata ai leader dei vari partiti politici libanesi che i due Patriarchi delle Chiese siro-antiochene avevano incontrato lo scorso gennaio, ma senza sortire effetti.

Il Libano, anticamente popolato dalla civiltà dei Fenici, è una striscia di terra che si affaccia sul mediterraneo, incastonata tra Israele (a sud) e Siria (a nord e a est). Vanta i resti del più antico insediamento umano al mondo abitato con continuità, la città di Biblo, “vecchia” di 7000 anni. La popolazione libanese – 6 milioni di individui – comprende diversi gruppi religiosi.

Lo Stato riconosce ufficialmente 18 confessioni fra gli arabi cristiani, quelle maronita (cattolici), greco-ortodossa, greco-cattolica (melchita), armeno apostolica, armeno-cattolica, siriaco-ortodossa, siriaco-cattolica, protestante, copta, assira, caldea, e la cattolica di rito latino. Fra i musulmani, le comunità sunnita, sciita, ismailita e, in aggiunta, le comunità alauita e drusa; infine, la comunità ebraica.

Il Sistema delle “quote” parlamentari garantite alle minoranze cristiane è in vigore in diversi paesi arabi a maggioranza musulmana, come l’Egitto e l’Iraq. In Libano, il delicato sistema istituzionale riserva la carica di Presidente della Repubblica a un cristiano maronita, ma dal maggio 2014 tale carica è rimasta vacante e non si riesce a trovare il consenso necessario per l’elezione di un nuovo Presidente, anche a causa delle divisioni tra le diverse sigle politiche guidate da leader cristiani.

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