REPUBBLICANI DIVISI SU TRUMP: SI CERCA UN’ALTERNATIVA

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Alcuni personaggi chiave del Partito Repubblicano non si rassegnano alla probabile vittoria di Donald Trump nella convention del Grand Old Party. Il Washington Post riferisce che alcuni esponenti esasperati da Trump e capeggiati da Mitt Romney, stanno lavorando alacremente alla ricerca di una alternativa, con gli sforzi intensificatisi negli ultima decina di giorni, nella consapevolezza che se qualche possibilità c’è, la partita deve chiudersi entro due settimane, dopodiché ogni tentativo sarà di certo vano. Così i nomi su cui si punta sono il senatore del Nebraska Ben Sasse, un conservatore tra i più critici verso Trump, e il governatore dell’Ohio, John Kasich, che si è ritirato dalla corsa lo scorso quattro maggio.

Intanto il New York Times pubblica un’inchiesta col titolo: “Superare il limite: come Donald Trump si comporta con le donne in privato”. Pesanti avances alle partecipanti ai concorsi di bellezza da lui organizzati, battute volgari e in generale un’idea delle donne come trofei da esibire. E’ questo il ritratto che emerge dal pezzo.

In realtà lo stesso quotidiano americano sottolinea come dall’inchiesta emerga “un complesso e a volte contraddittorio ritratto” del miliardario, già playboy protagonista delle cronache rosa di New York negli anni ottanta e novanta, che “da una parte favorisce le carriere delle sue dipendenti, dall’altra prende in giro il loro aspetto o fa loro delle avances non richieste”.

Il Times ha intervistato 50 diverse donne che per diverse ragioni hanno avuto rapporti con l’attuale candidato repubblicano accusato da più parti di essere sessista: dipendenti della Trump Organization, ex girfriend o partecipanti a Miss Universo, la storica gara di bellezza per anni organizzata da Trump.

Le diverse “miss” intervistate dal Times hanno raccontato come il miliardario volesse “valutare” personalmente le partecipanti: “ci veniva chiesto di metterci in costume e metterci tutte in fila per lui sul palco, e Donald Trump arrivava con il suo entourage per passarci in rassegna, come un generale”, ha raccontato Carrie Prejean, Miss California 2009, spiegando che per molte ragazze questo fosse umiliante e spesso finivano dietro le quinte in lacrime.

I comportamenti di Trump erano anche più espliciti, come ha raccontato Temple Taggart, Miss Utah nel 1997: “mi ha baciato sulle labbra, ed io ho pensato, che schifo”, ha detto ricordando che allora faceva così con tutte le ragazze ed era ancora sposato con Marla Maples.

Dalle testimonianze emerge il ritratto di un imprenditore che ama circondarsi di donne belle, da esibire come trofei. Rowanne Brewer Lane, ex modella, ha raccontato che durante una festa in piscina a Mar-a-Lago, la lussuosa proprietà di Trump in Florida, fu spinta dal miliardario ad indossare un costume da bagno per poi essere portata in giro tra gli ospiti, mentre il miliardario che diceva “non è una fantastica Trump girl?”.

E alle donne che non corrispondono al suo ideale estetico Trump ha riservato anche prese in giro pubbliche, come ha raccontato Barbara Res, una delle sue top esecutive, a cui l’imprenditore non mancava mai di far notare con battute pesanti che era sovrappeso.

Drammatica è poi l’esperienza raccontata da Alicia Machado, Miss Universo del 1996 che racconta come poco dopo la vittoria del titolo fu portata in una palestra dove vi era Trump con giornalisti e telecamere per annunciare l’inizio di una dieta. “Stavo per piangere, ho detto ‘non lo voglio fare’ e lui ha risposto ‘non mi importa’ – ricorda Machado – dopo di allora mi sono ammalata di anoressia e bulimia, negli ultimi 20 anni sono andata da un sacco di psicologi per combatterla”.

Ma c’è chi però fa proprio l’esempio di Res, nominata a capo del cantiere del Trump Plaza casino, per ricordare come l’imprenditore non abbia esitato, anche in un mondo dominato dai maschi come quello immobiliare e dell’edilizia, a sostenere le carriere di donne capaci ed ambiziose. E Louise Sunshine, un ex manager della Trump Organization, non esita a definire Trum “il mio mentore”.

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