STEPCHILD ADOPTION, COSTA AI MAGISTRATI: “NO A INTERPRETAZIONI CREATIVE” Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali con delega alla Famiglia parlando al Forum delle associazioni familiari

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“Sia chiaro che non può rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta: in tema di stepchild adoption fino a oggi la giurisprudenza ha dato delle interpretazioni colmando un vuoto normativo. Ora quel vuoto non c’è più, c’è una norma chiara che esclude la stepchild adoption, a maggior ragione alla luce dei lavori parlamentari, e quindi mi attendo di vedere chiusa una fase di interpretazione creativa”. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali con delega alla Famiglia, Enrico Costa, parlando della legge sulle unioni civili al Forum delle associazioni familiari. La Camera aveva confermato la fiducia al governo sul ddl Cirinnà con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti l’11 maggio scorso.

“Non è così, non c’è alcuna giurisprudenza creativa, c’è la giurisprudenza che, davanti alla scelta del legislatore di non decidere, continua ad applicare la norma esistente che è la legge sulle adozioni che è richiamata esplicitamente al punto 20 del maxi-emendamento del governo”. È la replica della senatrice Pd Monica Cirinnà al ministro Costa. “Nel maxi-emendamento del governo alle unioni civili – spiega ancora la senatrice che ha dato il nome alla legge – l’ultima frase del punto 20 dice che ‘resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti’. Quindi, i giudici continuano ad applicare le legge in materia di adozione che, per la stepchild, applica la lettera D, cioè che per le adozioni in casi particolari il punto di partenza è la tutela del minore”.

“La stepchild adoption rischia di condurre a pratiche inaccettabili eticamente e socialmente, soprattutto per mancanza di rispetto della condizione delle donne che prestano (o sono costrette a prestare) il loro corpo. Se prima non si affermerà con norma che la maternità surrogata (o utero in affitto) è reato, non si potrà in alcun modo pensare di introdurre nel sistema la stepchild adoption”. È la posizione di Giuseppe Lauricella, deputato del Pd.

“Ed il reato – prosegue Lauricella – dovrà essere previsto non solo per chi ‘affitta’ l’utero, ma anche per chi commissiona la maternità surrogata anche fuori dall’Italia. Occorre scongiurarne la pratica sotto ogni punto di vista e nei confronti di qualunque posizione soggettiva ed oggettiva, sia nei riguardi di chi si presta, sia di chi compra. Continuare a nascondere l’equivoco significa voler assecondare non l’interesse del bambino (che non esiste), ma soltanto l’egoismo della pretesa di genitorialità. Al contrario, va rivista la disciplina delle adozioni per renderla più rapida e dare una famiglia ai tanti bambini abbandonati o orfani, senza cedere sul piano della valutazione della idoneità ad essere genitori, sempre nell’interesse del bambino che deve rimanere il valore di riferimento da tutelare”.

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