SIRIA, L’ISIS DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA A RAQQA Il gruppo jihadista avrebbe cominciato a camuffare il suoi veicoli militari e ad accumulare provviste nei bunker

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L’Isis ha dichiarato lo stato d’emergenza a Raqqa, in Siria, la capitale de facto del sedicente Stato Islamico. Lo riferiscono gli Usa che hanno assicurato di aver visto documenti dell’Isis che comprovano lo stato di emergenza a Raqqa ma che non è ancora chiaro cosa ciò significhi in termini pratici. Secondo quanto scrive il Daily Telegraph, il gruppo jihadista avrebbe cominciato a camuffare il suoi veicoli militari in città e ad accumulare provviste nei bunker sotterranei.

Il colonnello Steve Warren, durante un briefing al Pentagono, ha spiegato che la coalizione sta monitorando la dichiarazione per capire che cosa comporti e le contromosse da effettuare. “Abbiamo visto questa dichiarazione di emergenza a Raqqa, qualunque cosa significhi” ha detto Warren. “Sappiamo che questo nemico si sente minacciato, come dovrebbe. Vedono le Forze democratiche siriane manovrare insieme alla Coalizione arabo-siriana a est e a ovest”. Secondo il colonnello, l’Isis sta schierando le sue truppe in preparazione per la battaglia.

La riconquista di Raqqa, dove si ritiene viva il leader dello Stato islamico Abu Bakr al-Baghdadi, è un obiettivo cruciale per la sconfitta del Califfato. “Abbiamo notizie di riposizionamenti di personale e materiale militare Isis sia dentro sia fuori la città” ha aggiunto Warren. “Perciò giustamente l’Isis ha capito che i suoi giorni sono contati. Continueremo a tenerli sotto pressione e ci attendiamo che crollino”. Nei giorni scorsi un portavoce delle Forze democratiche siriane, Tajir Kobani, aveva annunciato che i comandanti del gruppo hanno messo a punto un piano per un’operazione congiunta per liberare la città.

Intanto, non si arresta la violenza dei fondamentalisti islamici. Venti soldati siriani e miliziani loro alleati sono stati uccisi in un’incursione dell’Isis in un ospedale militare a Deyr az Zor, nell’est della Siria. L’attacco è avvenuto vicino all’entrata orientale della città, controllata dalle forze governative e assediata dallo Stato islamico. Non si hanno ancora notizie della sorte toccata al personale sanitario.

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