VIETATA LA PAUSA PIPI’: DIPENDENTI INDOSSANO IL PANNOLONE AL LAVORO

2022
pollo

Gli hanno negato la pausa toilette, e i dipendenti, esasperati, sono costretti a rimanere incollati alle linee di produzione indossando il pannolone durante le ore di lavoro. Le accuse mosse dall’Oxfam hanno scatenato una nuova bufera sull’industria del pollo negli Usa. La Ong ha controllato le attività degli ultimi tre anni dei principali impianti americani che operano nel settore. Le conclusioni lasciano allibiti: “I supervisori non lasciano andare in bagno gli addetti perché devono tenere a velocità alta e costante le macchine. E i dipendenti sono costretti così ad arrangiarsi: urinano e defecano direttamente mentre lavorano, indossano pannoloni, riducono al minimo l’assunzioni di liquidi fino a livelli pericolosi”.

“Non si tratta solo di una questione di dignità e di diritti umani di base” – commenta l’Oxfam -. Di mezzo ci va pure la salute. C’è il rischio serio di infezioni alle vie urinarie e il problema è ancor più serio per le donne, specie quelle incinte o con mestruazioni”. Le testimonianze raccolte dalla Ong parlano di “Kapò” nei reparti delle grandi aziende (sono citate Tyson Foods, Pilgrim’s Pride, Perdue e Sanderson) che prendono in giro i lavoratori, minacciandoli di licenziamento e punizioni se insistono per andare in bagno. Quelli che ottengono il permesso, poi, hanno diritto a un massimo di 10 minuti di tempo. “Siamo preoccupati per queste accuse che non rappresentano i codici di condotta della nostra associazione” ha detto la “Confindustria” del pollo Usa. Tyson Foods ha commentato: “Non tollero il rifiuto ai suoi dipendenti di usare le toilette”, mentre Pilgrim’s Pride si è riservata di prendere duri provvedimenti con i responsabili se le accuse saranno provate.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS