UDIENZA GIUBILARE, BERGOGLIO: “NON CONFONDERE LA PIETÀ CON IL PIETISMO” Papa Francesco: "Spesso si prova questo sentimento verso gli animali e si rimane indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli"

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“Questa udienza si fa in due posti: gli ammalati sono nell’Aula Paolo VI, per la pioggia: sono più comodi lì e ci seguono con il maxi-schermo; e noi, qui. Siamo uniti, noi e loro, e vi faccio la proposta di salutarli con un applauso. Non è facile fare l’applauso con l’ombrello in mano!”. Papa Francesco esordisce scherzando nel saluta le centinaia di pellegrini che, nonostante la pioggia, hanno raggiunto piazza San Pietro per l’udienza giubilare. “Non sembra tanto buona, la giornata – prosegue il Pontefice -, ma voi siete coraggiosi e siete venuti con la pioggia. Grazie!”.

Bergoglio incentra la sua catechesi su un aspetto della misericordia “che consiste nel provare pietà o impietosirsi nei confronti di quanti hanno bisogno di amore”. La pietà (pietas) “è un concetto presente nel mondo greco-romano, dove però indicava un atto di sottomissione ai superiori: anzitutto la devozione dovuta agli dei, poi il rispetto dei figli verso i genitori, soprattutto anziani”. Al giorno d’oggi, invece, erroneamente la si identifica “quel pietismo, piuttosto diffuso, che è solo un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro”.

Dall’altra parte, “la pietà non va confusa neppure con la compassione che proviamo per gli animali che vivono con noi”. Alle volte capita che “si provi questo sentimento verso gli animali, e si rimanga indifferenti davanti alle sofferenze dei fratelli. Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti, ai cani, e poi lasciano senza aiutare il vicino, la vicina che ha bisogno… Così non va”. Ammonisce Francesco.

La vera pietà a cui ogni cristiani deve fare riferimento “è una manifestazione della misericordia di Dio”. Essa è anche “uno dei sette doni dello Spirito Santo che il Signore offre ai suoi discepoli per renderli ‘docili ad obbedire alle ispirazioni divine’. Tante volte nei Vangeli è riportato il grido spontaneo che persone malate, indemoniate, povere o afflitte rivolgevano a Gesù: ‘Abbi pietà'”. A ciascuno di loro Gesù “rispondeva con lo sguardo della misericordia e il conforto della sua presenza. In tali invocazioni di aiuto o richieste di pietà, ognuno esprimeva anche la sua fede in Gesù, chiamandolo ‘Maestro’. ‘Figlio di Davide’ e ‘Signore'”.

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Tutti loro intuivano che in Cristo “c’era qualcosa di straordinario, che li poteva aiutare ad uscire dalla condizione di tristezza in cui si trovavano”. In Lui percepivano “l’amore di Dio stesso. E anche se la folla si accalcava, Gesù si accorgeva di quelle invocazioni di pietà e si impietosiva, soprattutto quando vedeva persone sofferenti e ferite nella loro dignità, come nel caso dell’emorroissa. Egli le chiamava ad avere fiducia in Lui e nella sua Parola”. Il Pontefice, mentre una pioggia sempre più insistente sferza piazza San Pietro, ricorda che “per Gesù provare pietà equivale a condividere la tristezza di chi incontra, ma nello stesso tempo a operare in prima persona per trasformarla in gioia”.

Oggi ognuno di noi è chiamato “a coltivare atteggiamenti di pietà davanti a tante situazioni della vita”, in tal modo ci si scuote “di dosso l’indifferenza che impedisce di riconoscere le esigenze dei fratelli che ci circondano e liberandoci dalla schiavitù del benessere materiale”. Nel concludere la catechesi, Papa Francesco cita i primi versi del danteschi del XXXIII canto del Paradiso: “Guardiamo l’esempio della Vergine Maria, che si prende cura di ciascuno dei suoi figli ed è per noi credenti l’icona della pietà. Dante Alighieri lo esprime nella preghiera alla Madonna posta al culmine del Paradiso: ‘In te misericordia, in te pietate, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate'”.

Nel salutare i fedeli, Bergoglio ricorda che “oggi è la festa di San Mattia, l’apostolo che da ultimo entrò tra i Dodici. Il suo vigore spirituale stimoli voi, cari giovani, ad essere coerenti con la vostra fede; il suo abbandono in Cristo Risorto sostenga voi, cari ammalati, nei momenti di maggiore difficoltà; e la sua dedizione missionaria ricordi a voi, cari sposi novelli, che l’amore è il fondamento insostituibile della famiglia”.

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