COSTRETTE SULLA “CATTIVA STRADA”

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Trovarsi a un bivio e non sapere che strada prendere. Nella migliore delle ipotesi al nostro fianco ci sarà qualcuno capace di consigliarci, che ci aiuterà a scegliere il cammino più bello, anche se non sempre saranno tutte rose e fiori. C’è anche chi nella vita è impossibilitato a scegliere liberamente, non esistono decisioni da prendere, ma solo ordini a cui sottostare senza possibilità di replica.

E finire sulla cattiva strada non per scelta ma perché costrette. Accade a chi lascia il proprio Paese, nella speranza di un futuro migliore, di un lavoro dignitoso, ma poi scoprire di essere state ingannate. Minigonne, vestitini succinti, trucco pesante e un falso sorriso sono gli “abiti” che sono obbligate ad indossare prima di essere sbattute su un marciapiede per vendere il loro corpo. E’ il destino in cui si ritrovano catapultate le oltre 100.000 vittime della tratta degli esseri umani che vengono costrette a vendersi sulle strade italiane. Chi prova a rifiutarsi viene malmenata, nel migliore dei casi, o barbaramente torturata, o addirittura uccisa. Una vita che si trasforma giorno dopo giorno in un inferno, con la paura di essere picchiate perché non si è guadagnato abbastanza o perché un cliente particolarmente violento ha perso le staffe. Ogni giorno trovarsi allo stesso bivio, ma senza la reale possibilità di scegliere un percorso diverso.

Ma “Un’altra strada è possibile”. E’ quanto vogliono gridare i membri dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che oggi percorreranno quelle “cattive strade” di cinque città della Toscana. Una staffetta podistica per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno di quello che con molta ipocrisia viene definito il “mestiere più antico del mondo”, ma anche un’occasione per spronare il mondo istituzionale a intervenire per porre fine a una delle schiavitù del terzo millennio. L’evento è stato organizzato dai membri della Comunità fondata da don Oreste Benzi, con il contributo dell’associazione Run X You, la società sportiva U.S. Nave, il Comune di Firenze e la Regione Toscana, il Movimento dei Focolari, l’Azione Cattolica, l’Associazione Libera, il Centro diocesano Migrantes, l’Agesci e il Centro Internazionale studenti La Pira.

La manifestazione partirà da Piazza della Repubblica a Firenze e si snoderà anche su alcuni dei viali a luci rosse della Toscana. Campioni olimpionici e vecchie glorie dello sport si uniranno ai volontari e membri delle associazioni che alla partenza saranno salutati dalle autorità locali e da Paolo Ramonda, presidente della Papa Giovanni XXIII.

L’arrivo sarà a Viareggio dove, dopo 23 ore ininterrotte di cammino, i partecipanti saranno accolti in Piazza Inigo Campioni da monsignor Italo Benvenuto, vescovo di Lucca, da alcuni esponenti delle autorità locali e da don Aldo Buonaiuto, membro dell’Apg23 che da anni lotta contro la tratta delle giovani donne.

Romene, albanesi, nigeriane, quasi tutte giovanissime, moltissime minorenni. In Italia si stima che siano tra le 75.000 e le 120.000 le vittime della prostituzione. Il 96% di loro è controllato dal racket, il 65% è in strada dove sono controllate a vista dai “magnaccia”, costrette a mostrarsi sorridenti e felici a circa 9 milioni di clienti. Il 37% è minorenne, tra i 13 e i 17 anni. Altro che libera scelta…

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4 COMMENTS

  1. Venite a Lecce! Gli operatori della Provincia che svolgevano attività di supporto per le donne che vogliono cercare di liberarsi dalla schiavitù non sanno più che cosa sarà di loro. Messi in mobilitàper poi fare che cosa?. La professionalità acquisita con il lavoro di anni si perderà?

  2. Venite a Lecce! Chi picchia le prostitute viene assolto per insufficienza di prove. Gli operatori della Provincia che aiutavano le schiave del sesso non sanno che cosa sarà di loro. Messi in mobilità? Per fare che cosa? E la loro professionalità sarà sprecata in modo assurdo?

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