AMMINISTRATIVE, MARCHINI: “SE VINCO ALZO GLI STIPENDI DEI DIPENDENTI COMUNALI” Il candidato di Fi vuole portare il salario minimo a 1.500 euro. Unioni civili: "Nella legge Cirinnà non si parla di 'celebrare matrimoni'"

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“Rimango a San Agostino: ama e fai ciò che vuoi. A domanda se avessi celebrato come Marino le nozze gay ho detto di no, pur difendendo da sempre il riconoscimento dei loro diritti civili”. Lo ha ribadito Alfio Marchini, in un’intervista a Repubblica. Sulle unioni civili ha precisato che “nel testo approvato in Parlamento non si parla mai di ‘celebrare matrimoni’, né tra persone omosessuali né eterosessuali. Pur avendo fallito, per me, il matrimonio è un’altra cosa”.

Secondo il candidato di centrodestra “tutte le leggi vanno rispettate. A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio. Da peccatore credente rivendico la supremazia laica nelle istituzioni repubblicane”. Uno dei suoi primi atti da sindaco, ha promesso, sarà alzare gli stipendi dei dipendenti comunali. “Trovo immorale che il Comune paghi i suoi dipendenti 1100-1200 euro al mese. Introdurremo uno stipendio minimo di 1500 euro per le fasce a salario più basso. Vivere oggi a Roma con 1100 euro è impossibile. Secondo i nostri calcoli il costo del personale aumenterà solo di una sessantina di milioni, che incideranno su un bilancio di 6 miliardi l’anno: si deve e si può”.

Il quadro della politica italiana, secondo Marchini, è cambiato, e il Pd non può più definirsi un partito di sinistra. “Le storie non si smentiscono. Sono le nostre radici – ha spiegato -. E uno dei miei figli porta il nome di battaglia dei miei avi partigiani. Ma oggi la destra sociale di Storace è più a sinistra del Pd che, ricordo, governa il Paese con Verdini”. La verità, ha aggiunto, “è che il Pd non ha avuto il coraggio mostrato oggi da Fi: andare oltre i vecchi steccati. Scegliendo l’arrocco a difesa del suo orticello, ha perso anche un pezzo a sinistra”, sottolinea.

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